CANBERRA - Le contestate riforme fiscali del governo Albanese sono destinate a diventare legge dopo l’accordo raggiunto tra Partito laburista e Verdi per chiudere una scappatoia nei fondi pensione autogestiti e prolungare l’inchiesta sui tagli al National Disability Insurance Scheme (NDIS).

L’intesa, raggiunta questa mattina, consentirà al governo di approvare entro le prossime due settimane le restrizioni a negative gearing e sconto sull’imposta sulle plusvalenze. Con la Coalizione contraria, il sostegno dei Verdi era l’unica strada per far passare il disegno di legge al Senato.

In base all’accordo, il governo chiuderà una falla che avrebbe permesso agli investitori di acquistare immobili attraverso self-managed super funds, fondi pensione autogestiti, per evitare l’aumento dell’imposta sulle plusvalenze. I fondi non potranno più usare i limited recourse borrowing arrangements, strumenti che consentono ai fiduciari di prendere in prestito denaro per acquistare una proprietà, proteggendo il resto degli investimenti del fondo in caso di insolvenza.

Secondo i Verdi, senza questa correzione gli investitori avrebbero potuto spostarsi nei fondi pensione autogestiti per comprare immobili con vantaggi fiscali. Il primo ministro Anthony Albanese, il ministro del Tesoro Jim Chalmers e quello delle Finanze Katy Gallagher hanno sostenuto in una dichiarazione congiunta che più inchieste hanno sollevato dubbi su questi strumenti e che limitarne l’uso futuro aiuterà a proteggere i risparmi delle persone.

I super funds restano esclusi dalle modifiche principali. Il pacchetto elimina lo sconto del 50% sull’imposta sulle plusvalenze per gli immobili esistenti, sostituendolo con l’indicizzazione del costo base e un’aliquota minima del 30%. Le modifiche si estendono a tutti gli asset, comprese le imprese, anche se il governo ha già previsto un’esclusione per le aziende innovative dopo le critiche del settore startup.

Il disegno di legge prevede anche l’abolizione del negative gearing sugli immobili esistenti, un credito d’imposta da 250 dollari l’anno per i lavoratori e una deduzione standard di 1.000 dollari per le spese legate al lavoro. Come parte dell’accordo, saranno limitati anche i poteri del ministro del Tesoro di estendere lo sconto del 50% ad altri asset.

La leader dei Verdi Larissa Waters ha definito il pacchetto “un piccolo passo nella direzione giusta”, pur criticando il governo per aver mantenuto condizioni troppo favorevoli agli investitori già presenti sul mercato. Secondo Waters, l’esecutivo ha perso l’occasione di affrontare in modo più netto la crisi abitativa.

In cambio del sostegno sulle tasse, il governo ha accettato di estendere di otto settimane l’inchiesta parlamentare sull’NDIS. Il rapporto finale, atteso oggi dopo due proroghe, dovrebbe essere sostituito da un rapporto provvisorio; la relazione conclusiva è ora prevista per il 14 agosto.

La riforma dell’NDIS prevede l’uscita di 160mila persone dal programma per contenere la spesa e finanziamenti ridotti per migliaia di altri partecipanti. Il Partito laburista ha accettato emendamenti per limitare i poteri ministeriali, aumentare la trasparenza sulle decisioni automatizzate e impedire che i beneficiari siano costretti a pratiche restrittive per accedere al programma.

I Verdi, però, continueranno a opporsi al disegno di legge sull’NDIS. L’accordo chiude la partita fiscale, non quella sociale. Il governo ottiene il risultato che voleva sulle tasse. Sul programma per la disabilità, la battaglia è solo rinviata.