CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese si è detto “molto preoccupato” per i nuovi raid americani contro l’Iran, avvertendo che la guerra sta producendo effetti sempre più pesanti ben oltre il Medio Oriente.
Washington ha ordinato altri attacchi contro obiettivi iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense impegnato in un pattugliamento nello Stretto di Hormuz, vicino all’Oman. I due membri dell’equipaggio sono stati recuperati vivi dall’acqua. Gli Stati Uniti hanno definito l’operazione da loro condotta una “risposta proporzionata all’aggressione ingiustificata iraniana”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non ha commentato direttamente l’episodio dell’elicottero, ma ha dichiarato che le forze armate iraniane non lasceranno “senza risposta alcun attacco o minaccia”. Nelle ore successive alle parole di Albanese, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di aver colpito con droni una base della US Navy nel Bahrain.
Intervistato da ABC, Albanese ha insistito sul doppio impatto della crisi. “Siamo molto preoccupati sia per l’impatto umano che naturalmente accompagna la guerra, sia per quello economico”, ha detto, aggiungendo che il conflitto, entrato nel terzo mese, sta già causando danni all’economia globale e rischia di peggiorare.
Il primo ministro ha anche richiamato l’instabilità creata dai ripetuti annunci del presidente Donald Trump su possibili accordi di pace. Secondo Albanese, i mercati faticano a reagire a dichiarazioni che cambiano rapidamente e che restano accompagnate dall’incertezza sulla reale tenuta delle intese. “Mi sveglio la mattina e ricevo un aggiornamento secondo cui lo Stretto di Hormuz è aperto. Poi, un paio d’ore dopo, è chiuso, poi aperto, poi chiuso”, ha detto.
Albanese ha riconosciuto che Trump vuole arrivare alla fine del conflitto, anche per le ricadute sull’economia americana, ma ha precisato che il governo australiano non attribuisce troppo peso alle dichiarazioni dell’amministrazione statunitense finché non esiste un accordo stabile.
Canberra, ha ricordato il primo ministro, continua a chiedere un cessate il fuoco permanente. Il punto, ha spiegato, è che anche Paesi non coinvolti direttamente pagano un prezzo concreto: “Non siamo parte del conflitto, non siamo protagonisti, ma l’impatto qui è reale”.
Il governo non ha ancora deciso se prorogare il taglio dell’accisa sui carburanti, in scadenza a fine mese. Il leader dei Nazionali Matt Canavan ha detto che la misura ha dato sollievo ai consumatori, ma è costata miliardi al bilancio. A suo giudizio, se i prezzi dovessero risalire, un nuovo intervento sulle accise dovrebbe restare sul tavolo.