HOUSTON - NASA ha scelto tre astronauti statunitensi e l’italiano Luca Parmitano, dell’European Space Agency, per la prossima missione Artemis, un test in orbita terrestre destinato a verificare per la prima volta nello spazio i lander lunari di SpaceX e Blue Origin.
L’annuncio è stato fatto a Houston dall’amministratore della NASA Jared Isaacman. L’equipaggio di Artemis III sarà formato dagli americani Andre Douglas, Frank Rubio e Randy Bresnik, insieme a Parmitano. Il lancio è previsto per la fine del prossimo anno, anche se non è stata ancora fissata una data precisa.
Jeremy Parsons, responsabile del programma Artemis, ha definito la missione “incredibilmente emozionante, complessa e altamente coordinata”. Secondo Parsons, l’operazione si svolgerà in un arco di tempo ristretto e coinvolgerà “tre dei razzi più potenti al mondo”.
Artemis III sarà una prova delicata in orbita bassa terrestre, con più veicoli spaziali chiamati a muoversi, avvicinarsi e agganciarsi in sequenza. Il programma Artemis è il progetto centrale degli Stati Uniti per riportare astronauti sulla Luna e costruire, nel tempo, una presenza stabile. La corsa ha anche una dimensione geopolitica: la Cina punta a un proprio allunaggio con equipaggio entro il 2030.
La missione durerà circa due settimane e non si avvicinerà alla Luna. Il suo valore, però, è tecnico e strategico: sarà il primo test operativo dei due principali lander che NASA intende utilizzare nelle missioni successive per portare astronauti sulla superficie lunare.
La Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin si agganceranno a turno a Orion, la capsula della NASA lanciata dalla Terra con lo Space Launch System. I tre veicoli metteranno alla prova i meccanismi di docking e voleranno in formazione ravvicinata prima del rientro.
Artemis III giunge dopo Artemis I, missione senza equipaggio del 2022, e Artemis II, che in aprile ha portato quattro astronauti attorno alla Luna e poi di nuovo sulla Terra. Sarà l’ultima tappa prevista prima del tentativo di sbarco lunare con astronauti.
SpaceX e Blue Origin hanno accumulato anni di ritardi nello sviluppo dei rispettivi lander. Lo scorso anno, entrambe le aziende hanno presentato alla NASA piani accelerati, portando a una revisione del calendario Artemis e alla creazione della missione di aggancio in orbita.
Per il 2027, Starship e una versione prototipo di Blue Moon dovranno essere pronte quasi nello stesso momento. Il mese scorso, SpaceX ha sperimentato una nuova versione di Starship con aggiornamenti pensati per le missioni lunari. Blue Origin, invece, ha subito un duro colpo quando il razzo New Glenn è esploso sulla rampa di lancio in Florida mentre si preparava a portare in orbita satelliti Amazon.