WASHINGTON/DUBAI - Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro l’Iran dopo che Donald Trump ha accusato Teheran di aver abbattuto un elicottero Apache americano nello Stretto di Hormuz, facendo crescere i dubbi sulle possibilità di una ripresa dei negoziati.

“Hanno abbattuto un elicottero e stiamo rispondendo mentre parliamo - ha detto il presidente americano ad ABC News -. Credo che la risposta debba essere molto forte, molto potente, ed è quello che questa è”.

I media statali iraniani hanno riferito che l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, è stata colpita e che un proiettile ha raggiunto Sirik. Secondo l’agenzia Fars, esplosioni sono state udite nelle aree orientali di Hormozgan.

Trump aveva detto in precedenza che i due piloti americani coinvolti nell’incidente non erano rimasti feriti. Secondo un funzionario statunitense, l’Apache sarebbe stato abbattuto da un drone d’attacco iraniano. Il Central Command (CentCom) non ha indicato la causa della caduta, limitandosi a comunicare che i due militari sono stati soccorsi dopo circa due ore da un drone navale di superficie e si trovano in condizioni stabili.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi non ha commentato direttamente i fatti, ma ha scritto sui social media che le forze straniere nella regione rischiano di essere coinvolte in incidenti o fuoco incrociato. “Per ridurre il rischio, la soluzione migliore è che se ne vadano”. I media statali iraniani hanno poi citato una fonte militare secondo cui nelle ultime 24 ore non sarebbero state condotte operazioni aeree offensive nello Stretto di Hormuz.

L’incidente avviene in un momento già fragile. Trump ha più volte sostenuto come Stati Uniti e Iran siano vicini a un’intesa, ma dalla fragile tregua entrata in vigore all’inizio di aprile sono emersi pochi segnali concreti di progresso. La chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per petrolio e gas naturale liquefatto, continua a pesare sui flussi energetici globali.

In parallelo, Israele ha colpito la città portuale di Tiro, nel sud del Libano, uccidendo almeno otto persone. È stato il raid più letale sulla città dall’inizio dei combattimenti nel Libano a marzo, quando Hezbollah aveva lanciato razzi contro Israele.

Il rifiuto israeliano di arrestare la campagna contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran, complica gli sforzi di Trump per trasformare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran in un accordo più stabile. Lunedì, il presidente americano aveva dichiarato di aver avvertito Benjamin Netanyahu: “Bibi, stai attento, o resterai molto presto da solo”.

Teheran sostiene da tempo che ogni intesa con Washington dipenda anche dalla fine dei combattimenti nel Libano. Israele, invece, ritiene quel fronte separato. La guerra resta quindi agganciata a più dossier affiancati: Iran, Hezbollah, Hormuz e sicurezza energetica mondiale.