SYDNEY - Gli australiani pagano sempre di più per ricevere acquisti online, mentre la crescita dei grandi operatori globali dell’e-commerce aggrava la sfida per i rivenditori locali.
Secondo la piattaforma di software logistico Shippit, nel 2026 il costo medio di una consegna è arrivato a 11,30 dollari, contro i 10,39 dollari dell’anno precedente. A pesare sono l’aumento dei costi del lavoro, del carburante e della manutenzione. Nel rapporto State of Shipping, oltre il 71 per cento delle società di trasporto indica l’oscillazione dei prezzi del carburante come il principale problema operativo. Più di due aziende su cinque hanno introdotto sovrapprezzi collegati ai costi del trasporto.
Le consegne sono oggi più rapide e affidabili, ma per i clienti diventa sempre più importante conoscere con precisione i tempi di arrivo del pacco. È su questo terreno che giganti come Amazon, Temu e Shein stanno guadagnando spazio, alzando le aspettative dei consumatori e mettendo in difficoltà i rivenditori australiani.
Rob Hango-Zada, cofondatore e co-chief executive di Shippit, ha detto che la quota crescente della spesa al dettaglio australiana diretta verso società straniere è una preoccupazione fondata. “Proteggere il retail australiano e incoraggiare una maggiore concorrenza è molto importante, non solo per il consumatore, ma anche per l’economia nazionale”, ha detto.
In Australia, Amazon rappresenta circa un dollaro su cinque speso online. Insieme a Temu e Shein, dovrebbe arrivare a controllare il 36 per cento dei ricavi nazionali dell’e-commerce entro il corrente 2026. Il prezzo resta un fattore decisivo, ma non è l’unico. I consumatori scelgono queste piattaforme anche per rapidità, tempi di consegna accurati, resi gratuiti e precedenti esperienze negative con altri operatori.
Amazon può contare su centri di distribuzione automatizzati, operativi 24 ore su 24, che consentono di fornire ai clienti un conto alla rovescia preciso dal momento dell’acquisto fino alla consegna. Per molti rivenditori australiani, ha spiegato Hango-Zada, offrire lo stesso livello di certezza è difficile, perché il processo dipende da sistemi separati e poco integrati.
Più di un australiano su due afferma che Amazon ha aumentato le proprie aspettative nei confronti degli altri rivenditori. I retailer pubblicizzano in media tempi di consegna di 5,2 giorni, mentre il transito effettivo richiede in media 2,2 giorni. Secondo Hango-Zada, molti promettono meno per poi superare le attese, ma questa prudenza può ridurre le conversioni.
I negozi locali conservano però un vantaggio: la rete fisica. Scorte già presenti in punti vendita vicini ai clienti potrebbero essere trasformate in una risorsa logistica. “Vediamo una grande opportunità - ha detto Hango-Zada -. Ma la finestra si sta certamente chiudendo”.