TIRANA - Le proteste contro il maxiprogetto turistico sostenuto da Ivanka Trump e Jared Kushner sulla costa meridionale dell’Albania non preoccupano il premier Edi Rama, che rivendica il sostegno della popolazione locale all’iniziativa e difende l’impatto ambientale dell’intervento. 

Intervenendo a Roma durante la conferenza “Fii Priority Europe Summit 2026”, il leader albanese ha respinto le critiche rivolte al progetto immobiliare multimiliardario che interesserà l’isola disabitata di Sazan e una porzione dell’area costiera di Vjosa-Narta, nei pressi di Valona. 

“La maggioranza degli albanesi vuole il progetto. Il progetto sorgerà in una città dove la stragrande maggioranza della popolazione lo auspica. E non ci sono proteste. La comunità in cui sorgerà il progetto lo vuole. Quindi quello che vedete non corrisponde esattamente alla realtà”, ha affermato Rama. 

Negli ultimi giorni, tuttavia, le contestazioni contro l’iniziativa sono aumentate. Al centro delle critiche vi sono i possibili effetti del resort di lusso sugli ecosistemi costieri e sugli habitat di alcune specie migratorie protette che popolano l’area. I manifestanti temono che la trasformazione di una delle zone naturalistiche più delicate della costa adriatica possa avere conseguenze permanenti sull’ambiente. 

Per il premier albanese, però, le manifestazioni rappresentano un elemento fisiologico della vita democratica e non mettono in discussione né il progetto né il percorso europeo del Paese.

“Le proteste sono parte organica di una società libera e democratica, sono dappertutto e non mi sembra che siano un ostacolo (al percorso dell’Albania in Europa, ndr). Anzi, mi sembra che siano un’altra ragione per capire e rispettare l’Albania come un Paese libero, democratico, dove c’è dibattito e dove ci sono anche delle proteste pacifiche”, ha dichiarato in un’intervista all’Adnkronos a margine del forum romano. 

Rama ha inoltre difeso con forza i benefici ambientali che, a suo giudizio, il progetto porterà all’area interessata, sostenendo che le critiche nascono da una rappresentazione distorta della realtà.

“Capisco che ci sia indignazione. Ma quando si sarà placata e quando invierò un invito speciale alla Cnn per l’inaugurazione, tutti saranno contenti e sono sicuro che sarà una grande occasione per la Cnn di riscattarsi”, ha affermato, dopo aver criticato l’emittente statunitense per un post pubblicato da una sua giornalista e giudicato offensivo. 

Secondo il premier, il progetto non solo non danneggerà l’ambiente, ma contribuirà a migliorarlo. “C’è bisogno di riscatto nei confronti dell’Albania, del popolo albanese e persino degli uccelli. C’è bisogno di un momento di riscatto perché gli uccelli, le acque, gli alberi e tutto il resto staranno molto meglio di oggi. Il progetto mira ad avere un bilancio netto positivo del 25% in più di verde rispetto a oggi. Oggi le acque della laguna sono infette e avremo un sistema completamente diverso per renderle di nuovo pulite”, ha aggiunto. 

Le polemiche sul progetto si inseriscono in una fase particolarmente importante per l’Albania sul piano internazionale. Tirana è infatti impegnata nel percorso di adesione all’Unione Europea, avviato formalmente nel 2020 e oggi entrato in una fase cruciale. 

Interpellato sullo stato dei negoziati con Bruxelles, Rama si è mostrato ottimista sulle prospettive del Paese. Siamo “più vicino che mai perché adesso abbiamo aperto tutti i capitoli dei negoziati e abbiamo anche passato quel momento intermedio che apre la strada alla chiusura dei capitoli e c’è un piano comune con la Commissione europea di chiudere tutto fino alla fine del 2027”, ha spiegato. 

Per il governo albanese, dunque, le contestazioni sul progetto turistico non rappresentano un ostacolo né allo sviluppo economico né al cammino verso l’Unione europea. Per gli oppositori e le associazioni ambientaliste, invece, la sfida resta quella di conciliare investimenti e tutela di un’area considerata tra le più preziose del patrimonio naturale del Paese.