NEW YORK (STATI UNITI) - Migliaia di persone sono rimaste per ore nelle strade di Lower Manhattan senza riuscire a vedere neppure un giocatore dei Knicks. Eppure, nessuno sembrava deluso.
La parata per celebrare il titolo NBA conquistato dalla squadra di New York dopo 53 anni ha attirato una folla enorme, tale da lasciare migliaia di tifosi bloccati lontano dal percorso ufficiale.
Molti hanno atteso due o tre ore tra le transenne e nelle strade laterali senza mai riuscire a intravedere i protagonisti della festa. Eppure, quasi tutti hanno dato la stessa risposta: essere presenti contava più che vedere la parata.
“Sono felicissima”, racconta una tifosa appena scesa dall’aereo per partecipare ai festeggiamenti. “Cinquantatré anni di attesa e finalmente ce l’abbiamo fatta”.
Un altro tifoso ammette di non aver visto “assolutamente niente”, ma aggiunge: “Se c’è tutta questa gente significa che è qualcosa di grande. La città si è presentata in massa”. Tra i presenti c’erano newyorkesi nati e cresciuti in città e persone arrivate da altre parti degli Stati Uniti che ormai si sentono parte integrante della comunità.
“Vengo dal Michigan ma vivo qui da quasi due anni”, racconta una giovane tifosa. “Ormai sono newyorkese”.
Un uomo che segue i Knicks da quasi mezzo secolo spiega l’emozione della giornata: “Li seguo da 49 anni. È la prima volta che vedo vincere il titolo”. La sensazione raccolta lungo le strade era la stessa ovunque: il vero protagonista della giornata non era soltanto il trionfo sportivo, ma il senso di appartenenza collettiva.
Per molti la parata è diventata una celebrazione dell’identità stessa di New York. “Amo questa città. Amo i Knicks. Amo tutti”, dice un tifoso che ha seguito l’evento dal cellulare senza riuscire a vedere nulla dal vivo.
In una città composta da persone provenienti da ogni parte del mondo, la vittoria dei Knicks è sembrata trasformarsi, almeno per un giorno, in un sentimento condiviso capace di unire vecchi e nuovi newyorkesi sotto gli stessi colori.