MILANO - Roberto Pietro Guerrino, l’interprete di 60 anni trovato morto sabato 13 giugno nel suo appartamento di via Oxilia, nella zona Nolo di Milano, sarebbe stato colpito al volto con almeno dieci colpi inferti con un oggetto contundente. 

L’arma del delitto non è stata ancora individuata con certezza. I carabinieri, coordinati dal pm Carlo Scalas, hanno sequestrato diverse statuette di Buddha macchiate di sangue trovate nell’abitazione, che saranno sottoposte ad analisi per verificare se siano state utilizzate nell’aggressione.  

La principale ipotesi investigativa è che l’omicidio sia avvenuto nell’ambito di un incontro organizzato online. La vittima non avrebbe avuto profili social, ma risultava iscritta ad almeno due app di incontri gay, e gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi contatti dell’uomo e ascoltando amici e conoscenti per individuare chi possa essere entrato nell’appartamento nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo. 

Un elemento ritenuto importante riguarda la scomparsa di alcuni dispositivi elettronici. Dalla casa mancherebbero infatti il telefono cellulare e il computer di Guerrino, oltre ad altri oggetti. Secondo gli inquirenti, chi ha agito potrebbe averli portati via per cancellare tracce utili all’identificazione o per nascondere comunicazioni avvenute prima dell’omicidio. 

Nel corso degli accertamenti è emerso anche un precedente, risalente al 2023, che al momento non risulterebbe collegato al delitto. Guerrino era stato rapinato nella stessa abitazione dopo un incontro online, e in quell’occasione l’ospite avrebbe preteso denaro e gli avrebbe sottratto con la forza 250 euro dal portafoglio prima di fuggire. 

Il corpo dell’interprete è stato trovato grazie all’allarme lanciato dalla nipote dell’ex compagno, che si era preoccupato dopo non essere riuscito a contattare Guerrino dalla sera di venerdì 12 giugno e aveva chiesto alla nipote, che vive a Milano, di verificare la situazione. 

La donna si è presentata nell’appartamento insieme ai vigili del fuoco. La porta blindata era chiusa con più mandate e i pompieri sono riusciti a entrare utilizzando una copia delle chiavi custodita da una vicina. 

Il cadavere è stato trovato supino, a terra in soggiorno, in una pozza di sangue e con numerose ferite alla testa.