WASHINGTON - Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra è stato formalmente firmato ed è entrato in vigore. La conferma è arrivata dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, che all’emittente statale Press TV ha dichiarato che il documento è stato sottoscritto elettronicamente da entrambe le parti. Secondo Teheran, a firmare l’accordo sono stati il presidente statunitense Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Anche Axios riferisce che, con la firma, l’intesa è entrata ufficialmente in vigore.
Poche ore dopo, la Casa Bianca ha diffuso un video che mostra Trump mentre firma personalmente una copia dell’accordo a margine del vertice del G7 di Evian. Nel filmato, condiviso sui social anche dal presidente francese Emmanuel Macron, il leader statunitense appare seduto a tavola nella Reggia di Versailles tra Macron e la moglie Brigitte.
“Non è stato facile”, ha commentato Trump durante la firma. Al termine della sottoscrizione del documento, Macron ha celebrato il momento esclamando: “Bravo, ottimo lavoro”.
Successivamente, il presidente statunitense è tornato sull’accordo con un messaggio pubblicato su Truth Social: “Questi sciocchi, che pensano che non sia stato abbastanza duro con l’Iran, quando la Borsa ha appena raggiunto un altissimo record e i prezzi del petrolio stanno ‘crollando’, sono o invidiosi o cattivi o stupidi. Rendiamo l’America di nuovo grande!!!“.
Per tutta la giornata di mercoledì, Trump aveva fatto più volte riferimento all’intesa, alternando toni celebrativi ad avvertimenti nei confronti di Teheran. “Se non mi piace (agli iraniani, ndr), torneremo a sparargli, a sganciare bombe sulle loro teste. Se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe proprio in mezzo alla loro testa. Perché si sono comportati male per 47 anni”, aveva dichiarato il presidente statunitense. Ma ha anche assicurato che “è un ottimo accordo per molte ragioni, ma la prima, con una probabilità del 99,9%, è che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare, e non si può dare all’Iran un’arma nucleare, e non la avrà mai, quindi è un accordo molto solido”.
Trump ha inoltre contrapposto il nuovo memorandum all’intesa raggiunta durante l’amministrazione Obama: “era una strada verso l’arma nucleare mentre chiamiamolo ‘l’accordo di Trump’ è un muro per l’arma nucleare, un muro che l’arma nucleare non è riuscita a sfondare, nessuno ci riuscirà. Penso che Israele sia soddisfatto dell’intesa. Ho detto a Bibi che ha evitato che l’Iran possa avere una bomba nucleare ed era la cosa importante per loro”, ha sottolineato il presidente Usa.
Secondo quanto previsto dal memorandum, l’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale. Sul fronte nucleare, Teheran riafferma l’impegno a non acquisire né sviluppare armi atomiche. La gestione dell’uranio arricchito sarà disciplinata da un meccanismo che verrà definito congiuntamente dai due Paesi. Durante la fase transitoria, l’Iran manterrà l’attuale status del proprio programma nucleare, mentre Washington si impegna a non introdurre nuove sanzioni né a schierare ulteriori forze militari nella regione.
Il presidente statunitense ha inoltre sostenuto che il percorso che ha portato all’intesa è stato il risultato di anni di preparazione: “Non si rendono conto che non si è trattato di un accordo di tre mesi, ma di anni di preparazione. Sapete perchè? Perchè sono stato io a uccidere il generale Soleimani, e se non l’avessi ucciso, probabilmente non staremmo parlando di questo accordo adesso, perchè era un genio del male. Non sono mai riusciti a sostituirlo”.
Nel corso delle sue dichiarazioni, Trump ha anche suggerito che in Iran sia già in atto una trasformazione politica. “Si parla di cambio di regime, nessuno lo ammetterà, ma immagino che significhi che un gruppo di leader se n’è andato, poi anche il secondo, e in parte anche il terzo, ma per la maggior parte, e francamente, penso che si tratti di un cambio di regime. Credo che si comporteranno in modo molto diverso. Credo che vedranno uno stile di vita diverso, a cui non sono mai stati esposti”.
Il presidente statunitense ha poi rivolto un ringraziamento ai leader di Cina e Russia per il ruolo svolto durante la crisi. “Vorrei ringraziare il presidente cinese Xi. Ero con lui, ed è rimasto neutrale, totalmente neutrale, e lo apprezzo. E vorrei ringraziare anche Vladimir Putin. È stato molto neutrale”.
Trump ha infine affrontato il tema dei fondi iraniani congelati dagli Stati Uniti. “Abbiamo preso un sacco dei loro soldi, e li abbiamo noi. Non sono i nostri soldi, sono i loro soldi, e li abbiamo congelati. A un certo punto immagino che dovremo restituirli. Se non li restituissimo, nessuno investirebbe più nel dollaro”.
Sul piano internazionale, l’accordo ha ricevuto il sostegno della Nato. Il segretario generale Mark Rutte ha dichiarato di aver “accolto positivamente l’intesa” raggiunta tra Washington e Teheran, sottolineando che “il presidente Trump ha concluso un buon accordo, importante perchè mira a indebolire la capacità nucleare di Teheran”.
Secondo Rutte, risultati analoghi sono stati ottenuti anche sul fronte missilistico iraniano, “che rappresenta una minaccia non solo per il Medio Oriente, ma anche per l’Europa e altre parti del mondo”, oltre che per quanto riguarda “il ritorno della libertà di navigazione”.
I prossimi passi dell’intesa saranno al centro di una nuova fase negoziale. Il governo svizzero ha confermato che i primi colloqui operativi tra Stati Uniti e Iran si terranno domani nella località di Buergenstock.
“Allo stato attuale, il piano prevede ancora che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri Paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull’attuazione dell’accordo”, ha reso noto Berna. Il Ministero degli Esteri svizzero ha precisato che “al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al programma e ai dettagli dell’incontro”.
Da Teheran, tuttavia, continuano ad arrivare segnali di cautela. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha risposto alle dichiarazioni di Trump ribadendo la profonda diffidenza della Repubblica islamica nei confronti degli Stati Uniti.
“Il mio pessimismo e la mia sfiducia nei confronti degli Usa sono massimi. Anche se l’accordo fosse definitivo e approvato dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza, non sarebbe comunque per nulla affidabile”, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Pur nel contesto dell’accordo appena siglato, Ghalibaf ha lanciato un chiaro avvertimento: “La distanza che mi separa dal campo di battaglia diplomatico non è molto diversa da quella che ci separa dal campo di battaglia militare, e la nostra mano è sul grilletto”.