MILANO - La Procura di Milano ha chiuso l’indagine su Irene Pivetti e altre otto persone nell’inchiesta sulla compravendita di mascherine dalla Cina durante l’emergenza Covid. L’operazione, secondo la ricostruzione dell’accusa, aveva un valore di 35 milioni di euro.
L’avviso di conclusione dell’inchiesta è stato notificato a sei anni dall’apertura del fascicolo, passato nel tempo tra Roma, Busto Arsizio e Milano. Al centro dell’indagine c’è la Only Italia Logistics, società di cui Pivetti è stata amministratrice delegata tra il 2018 e il 2022, anno del fallimento.
Secondo la Procura, a fronte dell’operazione da 35 milioni, sarebbero state consegnate mascherine per un valore di circa 10 milioni, considerate di qualità scadente, praticamente inutilizzabili e con falso marchio CE.
Tra i destinatari dell’atto ci sono anche la figlia e il genero dell’ex presidente della Camera, già esponente della Lega, e l’imprenditore Luciano Mega. Le accuse contestate a vario titolo sono frode in forniture pubbliche, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.
I capi di imputazione contestati all’ex parlamentare e agli altri indagati sono complessivamente 67.
La chiusura dell’inchiesta consente ora alle difese di chiedere interrogatori o depositare memorie. E solo dopo questa fase i pm Giovanni Tarzia e Roberta Amadeo, titolari del fascicolo, decideranno se chiedere il rinvio a giudizio. Per la stessa vicenda era già cominciato un processo davanti al tribunale di Busto Arsizio.