ADELAIDE - Continua il nostro viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane in South Australia di più recente arrivo.
Questa settimana vi raccontiamo di Egon Perilli, classe ’74, originario di Bolzano, un altoatesino doc o, come si dovrebbe dire da poco più di un anno a questa parte, “sudtirolese”.
Ad Adelaide dal 2008, è professore associato presso il Medical Device Research Institute della Flinders University.
Egon si laurea in fisica a Bologna: “Durante la tesi ho scoperto che l’interazione dei raggi X con il corpo umano mi ha sempre affascinato - ci racconta -. Un utilizzo della scienza per fare del bene alla gente”.
La tesi infatti è proprio sulla prevenzione e la diagnosi del tumore al seno, Egon quindi scopre da subito l’utilizzo della fisica in campo medico.
Conclusa l’università, i piani erano di lavorare nell’industria ma il destino forse aveva in serbo altro.
Infatti, il suo supervisore gli segnala un bando dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, sempre a Bologna, per effettuare ricerche e sperimentazioni su un nuovo strumento appena arrivato in Italia: di quello strumento Egon Perilli è diventato un super-esperto e proprio quello strumento lo ha condotto fino ad Adelaide.
Si chiama Micro-CT, per effettuare microtomografie: “In pratica una TAC ma con una risoluzione mille volte superiore agli strumenti utilizzati in clinica; si parla infatti nell’ordine dei micrometri, si può quindi vedere la microstruttura dell’osso”, ci spiega Egon.
All’istituto Rizzoli Egon Perilli fa il suo dottorato in bioingegneria proprio su questa speciale apparecchiatura, per poi andare in Belgio, ad Anversa, a lavorare direttamente presso la casa produttrice, prima di arrivare, nel 2008 quindi, ad Adelaide.
“Ad Adelaide c’era un gruppo con il quale ero già in contatto, che studiava proprio questo strumento Micro-CT. Per chi è del settore, Adelaide è una meta conosciuta”.
Per questo Egon viene chiamato prima alla University of Adelaide, per poi passare alla Flinders University, dove è rimasto.
Egon è davvero appassionato del suo settore e prosegue spiegando che solo in istologia si arriva a una precisione simile a quella offerta dal Micro-CT, anche se l’istologia presenta il grosso limite della bidimensionalità; inoltre, i campioni vengono sezionati e quindi vanno distrutti.
Con questo strumento TAC invece, la struttura è vista in tre dimensioni e, soprattutto, resta intatta. Evidente la possibilità di impiego di questa macchina in campo medico, in particolare nella prevenzione. È possibile per esempio analizzare non solo la densità dell’osso, come accade ora, ma vederne l’intera struttura.
“C’è un però - prosegue Egon -. Per via dell’alta quantità di radiazioni e il conseguente rischio di sviluppare il cancro, al momento non è possibile l’utilizzo sugli esseri viventi”.
Quindi l’impiego per ora è ‘limitato’ allo studio in vitro dei cadaveri o delle parti ossee sostituite durante gli interventi chirurgici.
Grazie a questi studi però si possono fare importanti scoperte, utili nella prevenzione e nella cura, si possono trovare le correlazioni tra la struttura dell’osso e il suo comportamento meccanico, mettere in relazione i vari parametri – pensiamo allo studio delle fratture per osteoporosi, ad esempio.
Egon Perilli quindi, lavora come fisico al fianco dei medici per mettere loro a disposizione strumenti sempre più precisi, efficienti ed efficaci.
Importanti le collaborazioni, anche con il Royal Adelaide Hospital, in uno studio che analizza il movimento rispetto a future patologie.
Nel tempo sono stati fatti importanti passi avanti: “Quindici anni fa la strumentazione non poteva analizzare campioni più grandi di un cubetto di zucchero o del tappo di una penna”, rivela. Oggi invece si possono studiare le strutture di intere ossa.
Proprio alla Flinders University, nei laboratori in cui opera Perilli, è arrivata di recente la più grande Micro-CT d’Australia; al più presto verrà fatto il lancio ufficiale.
Sebbene la Micro-CT non si possa ancora utilizzare sui vivi, la scienza ora ha a disposizione delle TAC ‘ibride’, che hanno una maggiore definizione, di circa 10 volte rispetto alla macchina classica e che possono però analizzare superfici ridotte.
La comunità italiana ha di che essere orgogliosa del connazionale Egon Perilli, anche attuale presidente dell’Australian & New Zealand Orthopaedic Research Society, che organizza un’importante conferenza annuale, quest’anno purtroppo cancellata a causa dell’emergenza coronavirus.
Si potrebbe parlare per ore con Egon, di ossa e delle cellule che ne regolano la costituzione e il fisiologico decadimento, delle decine di pubblicazioni al suo attivo, dei congressi a cui ha partecipato.
Egon Perilli è arrivato alla fisica per pura passione: “Sono il primo laureato in famiglia; da mio padre ho ereditato però la curiosità”, ci racconta. ‘Galeotto’ è stato il professore di fisica del suo primo anno di superiori:
“Mi ha rimandato a settembre; a posteriori ho capito che era per mancanza di studio”, scherza e prosegue: “A mia madre disse che mi mancava il pensiero logico e questo mi ha fatto un po’ arrabbiare, ho quindi voluto dimostrare di potercela fare”, conclude.
Oltre che scienziato, Perilli è anche un appassionato insegnante: “Sono professore associato alla Flinders University, insegno fisica medica, biomateriali e strumentazione biomedica. Ho un gruppo di ricerca composto da fantastici studenti, che scelgo tra i migliori”.
Per noi comuni mortali sono interessanti soprattutto le scoperte legate alla prevenzione, data da un circolo virtuoso di calcio, sole e attività anaerobica – pesistica per intenderci - con attenzione al caffè, che sembra avere effetti negativi sulla salute delle ossa.
Attività fisica e alimentazione quindi, lo ribadisce la scienza, prove alla mano, ad altissima risoluzione.