ROMA - “Credo che facciamo di più rispetto a quello che riceviamo. Non si tratta solo dei top ma di tutto il parco giocatori. I Top 10 Atp e Wta hanno scritto una lettera lo scorso anno e non è ancora cambiato niente, negli altri sport se i top mandano una lettera importante credo che in 48 ore riceverebbero non solo una risposta ma anche un incontro. Speriamo che già nel torneo di Wimbledon la situazione del prize money cambi”. Così Jannik Sinner, in conferenza stampa, a due giorni dall’esordio agli Internazionali d’Italia 2026 sul caso relativo ai montepremi degli Slam che vede i tennisti sul piede di guerra.

“È difficile dire se boicotterò uno Slam. Siamo in un momento dove ragazzi e ragazze sono uniti e stanno chiedendo rispetto dai tornei dello Slam, poi i soldi sono una conseguenza. Senza di noi i tornei non ci sono, siamo stati zitti per tanto tempo e siamo arrivati a un momento dove è giusto parlare. Non chiediamo il 50%, non ci piacerebbe neanche, però forse stiamo prendendo un po’ troppo poco”, prosegue il numero uno del mondo sull’ipotesi di un boicottaggio degli Slam.

“Roma è un torneo molto speciale per noi italiani, ho avuto qualche giorno di riposo e sono molto felice di essere di nuovo qui. Mi dovrò abituare alle nuove condizioni. Cerco di stare più sul presente, sentivo di aver recuperato fisicamente durante Madrid, poi ho avuto tre giorni totalmente liberi e avrò solo due giorni per preparare questo torneo. Poi vedremo per Parigi”, ha aggiunto.

“Carlos (Alcaraz, ndr) ha delle qualità incredibili che in questo momento nessuno ha, ed è una cosa che si è sempre vista. Quando è nei suoi picchi è quasi impossibile stargli dietro. Io sono uno molto costante e cerco di stare lì tutti i punti, per me cambia abbastanza poco se sono uno, due o tre del mondo perché la partita parte da zero e si gioca tutto in campo. Carlos è stato sfortunato e se fosse stato qui sarebbe stato diverso”, aggiunge Sinner sull’assenza forzata di Carlos Alcaraz, fermato da un problema al polso destro.