GINEVRA - La nave da crociera MV Hondius, attualmente in regime di isolamento sanitario a causa di un focolaio di Hantavirus (ceppo Andes) sviluppatosi a bordo, sta navigando verso il porto di Granadilla, a Tenerife. Secondo i dati di Marine Traffic, l’unità ha già superato l’arcipelago di Capo Verde e l’approdo nelle Isole Canarie è previsto per la giornata di sabato.
L’operazione, finalizzata al rimpatrio di passeggeri di 23 diverse nazionalità, avverrà sotto lo stretto coordinamento delle autorità spagnole e dell’Unione Europea. Nonostante le riserve delle amministrazioni locali canarie, il Ministero dell’Interno di Madrid ha stabilito che nessuno scenderà a terra autonomamente: i passeggeri rimarranno a bordo fino al trasferimento diretto verso gli aerei che li riporteranno nei paesi d’origine, operazione programmata per l’inizio della prossima settimana.
Il Ministro della Salute spagnolo, Monica Garcia Gomez, ha confermato che ogni passeggero sarà sottoposto a una valutazione sanitaria prima del volo. Per garantire l’assistenza durante la traversata, l’operatore Oceanwide Expeditions ha fatto salire a bordo altri tre operatori sanitari.
Sebbene a bordo della nave non si registrino attualmente nuovi sintomi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) invita alla massima prudenza. Il Direttore Generale Tedros Ghebreyesus ha ricordato che il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a sei settimane, rendendo possibili nuove segnalazioni.
Il quadro clinico fuori dalla nave risulta complesso, con un uomo sbarcato a Sant’Elena che si è presentato a Zurigo manifestando sintomi e la cui infezione da virus Andes è stata confermata dagli Ospedali Universitari di Ginevra. Nei Paesi Bassi, due dei tre passeggeri evacuati nei giorni scorsi a Capo Verde sono ricoverati in condizioni stabili, mentre un terzo, asintomatico, si trova attualmente in Germania; inoltre, un’aeroambulanza è atterrata a Schiphol stamattina con un ulteriore paziente evacuato. Parallelamente, in Sudafrica, si registra un miglioramento del paziente ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg.
L’allerta si è estesa anche al personale aereo. Un’assistente di volo della KLM è attualmente ricoverata all’University Medical Center di Amsterdam con sintomi lievi. La donna era stata in contatto con una passeggera olandese di 69 anni, deceduta a Johannesburg il 26 aprile.
La ricostruzione dei fatti rivela che la vittima era la moglie del primo passeggero deceduto a bordo della Hondius l’11 aprile. Dopo essere sbarcata a Sant’Elena il 24 aprile con la salma del marito, la donna aveva tentato di imbarcarsi sul volo KLM KL592 per Amsterdam il 25 aprile, ma l’equipaggio le aveva negato il viaggio a causa delle sue gravi condizioni gastrointestinali. Le autorità olandesi stanno ora contattando tutti i passeggeri di quel volo a scopo precauzionale.
Oceanwide Expeditions sta lavorando per ricostruire i movimenti di tutti i passeggeri a partire dal 20 marzo, includendo lo scalo a Ushuaia (1° aprile) e quello a Sant’Elena (24 aprile), dove sbarcarono 30 persone. La consapevolezza dell’epidemia è arrivata in ritardo: il primo caso ufficiale è stato confermato solo il 4 maggio.
A Bruxelles, la Commissione Europea segue il caso tramite il Comitato per la sicurezza sanitaria. La portavoce Eva Hrncirova ha confermato l’attivazione del Meccanismo Ue di Protezione Civile e una serie di riunioni di coordinamento tra Spagna, Paesi Bassi, Oms ed ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). Nonostante i decessi registrati, l’ECDC valuta attualmente il rischio per la popolazione generale come “molto basso”, pur mantenendo un esperto a bordo per monitorare la situazione.