KAMPALA – Secondo i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), sono stati segnalati circa 246 casi e 80 decessi, principalmente nelle città minerarie di Mongwalu e Rwampara.
L’area colpita è la provincia di Ituri, al confine con Uganda e Sud Sudan.
Venerdì scorso le autorità ugandesi hanno confermato un caso di Ebola importato dalla Repubblica democratica del Congo.Il ministero della sanità del paese ha indicato che un uomo di 59 anni, deceduto giovedì, era risultato positivo al test del morbo.
L’Africa Cdc ha espresso preoccupazione “per il rischio di un’ulteriore diffusione a causa del contesto urbano di Bunia e Rwampara, dell’intenso movimento della popolazione, della mobilità legata all’estrazione mineraria a Mongwalu, dell’insicurezza nelle aree colpite, delle lacune nell’elenco dei contatti, delle sfide di prevenzione e controllo delle infezioni e della vicinanza delle aree colpite all’Uganda e al Sud Sudan”.
Sabato c’è stata una riunione di coordinamento tra le autorità sanitarie nazionali e internazionali che coinvolgerà, tra gli altri, l’Oms, i Cdc americani e l’Ecdc europeo, oltre a rappresentanti di aziende farmaceutiche e attori del terzo settore.
“Dato l’elevato movimento della popolazione tra le aree colpite e i paesi vicini, un rapido coordinamento regionale è essenziale. Stiamo lavorando con la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda, il Sud Sudan e i partner per rafforzare la sorveglianza, la preparazione e la risposta e per aiutare a contenere l’epidemia il più rapidamente possibile”, ha affermato il direttore generale dell’Africa Cdc Jean Kaseya.
Il virus Ebola è stato scoperto per la prima volta nel 1976 in quella che oggi è la Repubblica democratica del Congo, e si ritiene che sia diffuso dai pipistrelli.
Questa è la diciassettesima epidemia di questa letale malattia virale nel paese. Si diffonde attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei e attraverso lesioni cutanee, causando gravi emorragie.
I primi sintomi includono febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamento.
Non esiste una cura comprovata per l’Ebola. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il tasso di mortalità medio si aggira intorno al 50%.