SYDNEY - Quasi mille persone sono state arrestate nel New South Wales durante una vasta operazione di polizia contro soggetti con precedenti o segnalazioni connesse alla violenza domestica e familiare.
Operation Amarok, durata quattro giorni da mercoledì a sabato, ha portato a 993 arresti, 2.063 accuse formalizzate e all’esecuzione di 299 mandati.
La NSW Police ha sequestrato 94 armi da fuoco e altre 48 armi, tra cui una pistola gel blaster, un dispositivo stordente e una replica di arma da fuoco. Durante le perquisizioni sono state trovate anche sostanze proibite, incluse metanfetamine, pillole stupefacenti ed eroina.
Tra gli arrestati c’è un uomo di 28 anni di Fairfield, accusato di aver aggredito una donna che ha riportato ferite multiple da arma da taglio. Un altro uomo, 51 anni, è stato accusato di strangolamento intenzionale aggravato da sconsideratezza. Molti altri dovranno rispondere di stalking, intimidazione, aggressione e reati legati alla droga.
L’operazione ha incluso anche una accurata attività di verifica sugli obblighi già imposti dai tribunali. Gli agenti hanno effettuato 1.847 controlli sul rispetto delle condizioni di cauzione e 14.318 verifiche sugli apprehended domestic violence orders, gli ordini di protezione contro la violenza domestica. Sono state riscontrate 391 violazioni.
Il commissario ad interim Paul Dunstan ha detto che la polizia è impegnata a identificare gli autori di violenza, proteggere le vittime e porre termine a comportamenti pericolosi prima che degenerino. “Il nostro obiettivo è rimuovere gli autori violenti dalle case e far rispettare gli ordini di protezione”, ha dichiarato. Secondo Dunstan, Amarok conferma un impegno che prosegue tutto l’anno, non solo durante le operazioni straordinarie.
Il ministro per la Polizia e l’antiterrorismo, Yasmin Catley, ha usato toni duri contro chi commette reati di violenza domestica. Ha definito la violenza domestica e familiare una macchia sulla società e ha detto che gli autori si basano su paura e controllo. “Amarok serve a riportare quella pressione su di loro”, ha dichiarato.
Il messaggio di Catley è diretto: chi usa violenza, intimidazione o controllo coercitivo deve aspettarsi l’intervento della polizia. I numeri dell’operazione mostrano la scala del problema, ma anche la volontà delle autorità di trattare la violenza domestica come una priorità di sicurezza pubblica.