ROMA - Un ministero, quello della Cultura, attraversato, sin dall’inizio di questa legislatura, da continui scossoni interni e stravolgimenti ai vertici.

Al centro delle cronache politiche, infatti, diversi episodi, dalle dimissioni dell’ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, fino alla rumorosa uscita dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, travolto da uno scandalo personale oltre che professionale.

L’ultima vicenda ha a che fare proprio con le persone più vicine al ministro Alessandro Giuli che, secondo quanto anticipato da Corriere.it, ha in firma i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.

La motivazione, secondo quanto rilanciato dall’ANSA, sarebbe da individuare nella gestione dell’erogazione dei finanziamenti al documentario su Giulio Regeni, che non ha ricevuto i fondi nonostante la richiesta del produttore. Mancato finanziamento che ha scatenato forti polemiche politiche.

Le opposizioni hanno replicato in maniera molto veemente, allargando lo spettro anche alle recenti vicende della partecipazione russa alla Biennale di Venezia, per la quale non pochi sono stati i contrasti all’interno della maggioranza, con tanto di scontri proprio tra Giuli e il vice presidente del Consiglio Salvini.

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, va dritto al punto, chiedendo le dimissioni del ministro della Cultura: “Nelle ultime settimane - scrive Renzi su X - il ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza. E dopo essere riuscito a farsi dare dell’assenteista persino da uno come Salvini (!), dopo aver dichiarato guerra al cinema e agli intellettuali, dopo aver mandato i commissari ovunque a cominciare da Venezia Giuli oggi licenzia i suoi collaboratori. Che peraltro lui stesso aveva scelto. In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare sé stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo ministro incompetente e porti la sua tracotante incapacità lontano dal Collegio romano. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio”.

A sostenere l’operato del titolare del dicastero della Cultura, il collega di governo Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, e capo delegazione di Fratelli d’Italia al governo: “Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei governi che ci hanno preceduto. Il Gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal Ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell’incarico specifico”.

“Sono certo - prosegue Lollobrigida in una nota - che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza, che è proprio, lo sottolineo, degli uffici di diretta collaborazione. Per quanto riguarda il Dott. Emanuele Merlino e la Dott.ssa Elena Proietti ritengo sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa”.