BUDAPEST - András Baka è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica di Ungheria.

L’ex presidente della Corte Suprema – rimosso dal suo incarico dal governo di Viktor Orbán nel 2011 dopo aver criticato duramente le riforme del regime contro la magistratura – è stato nominato dalla fazione di governo Tisza ed eletto dai deputati a scrutinio segreto con 140 voti favorevoli (superando la soglia dei due terzi) e 6 contrari.  

Il 73enne Baka era l’unico candidato sulla scheda: i deputati del partito d’opposizione Fidesz hanno boicottato la votazione, mentre i rappresentanti dell’estrema destra di Mi Hazánk hanno espresso voto contrario.

Già giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo dal 1991 al 2007, la sua elezione è considerata dagli esperti un segnale chiaro inviato all’Europa e una garanzia per la restaurazione della democrazia liberale nel Paese.  

Il primo ministro Péter Magyar ha accolto con favore l’elezione del nuovo Capo dello Stato, definendolo “un personaggio adatto a incarnare l’unità della nazione, con una carriera esemplare per il sostegno dello stato di diritto”. Magyar ha inoltre sottolineato che il percorso umano e professionale di Baka è servito “come esempio di impegno per lo stato di diritto democratico e i principi costituzionali”, in una fase in cui la nazione dell’Europa centrale necessita di essere “riportato sulla via dello stato di diritto e del governo costituzionale”.  

In concomitanza con la votazione parlamentare, l’esecutivo ungherese ha sferrato un’offensiva giudiziaria contro la cerchia ristretta dell’ex premier nazionalista.

Il governo ha infatti annunciato la presentazione di una denuncia penale relativa a oltre quattro miliardi di fiorini (circa 10,9 milioni di euro) spesi sui social media durante la gestione Orbán. L’iniziativa rappresenta uno dei passi più diretti verso il precedente sistema di potere dall’inizio della transizione politica scattata ad aprile. 

La denuncia contro ignoti, depositata per le ipotesi di reato di cattiva gestione di fondi pubblici e abuso di potere, è scaturita dall’audit interno sui contratti stipulati dai servizi dell’attuale primo ministro Magyar, secondo quanto specificato in una nota trasmessa all’Agence France-Presse (Afp). Nel 2022, la struttura per la comunicazione governativa (all’epoca diretta da Antal Rogán, stretto collaboratore di Orbán) aveva assegnato un contratto alla società Triton Communications, di proprietà di Fanny Kaminski, indicata come consulente per la comunicazione dell’ex primo ministro.