BERLINO - Quello che in un primo momento era apparso come un avvertimento si è rivelato un vero e proprio attacco sventato solo per un difetto di fabbricazione dell’ordigno.

I nuovi elementi emersi sul ritrovamento di un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia, in Germania, confermano che il velivolo puntava a provocare una devastante esplosione e a causare vittime, fallendo l’obiettivo esclusivamente per una falla tecnica al momento dell’impatto.

Secondo fonti dell’intelligence statunitense citate dal Wall Street Journal e dalla Cnn, la responsabilità dell’operazione sarebbe da attribuire direttamente alla Russia. 

Il velivolo (un quadricottero equipaggiato con esplosivo plastico di tipo militare Semtex) è stato individuato nella notte tra martedì e mercoledì scorso su una delle piste dello scalo.

Lipsia non è soltanto uno snodo merci primario e una struttura impiegata dalla Nato, ma ospita anche la flotta degli enormi aerei cargo ucraini Antonov, usati dalle nazioni alleate per trasportare armi, munizioni e veicoli militari diretti a Kiev. 

Le immagini raccolte dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto, visionate dal quotidiano Die Zeit, hanno ridisegnato la dinamica dell’incidente. Il drone è giunto sulla pista attorno alle 19:30 di martedì sera, puntando direttamente all’ala di un aereo cargo Antonov. La traiettoria mirava a colpire la parte della struttura che ospita i serbatoi di carburante, una scelta studiata per innescare un’ampia deflagrazione.  

Tuttavia, l’ordigno non si è attivato: il drone ha urtato il velivolo ed è caduto a terra. Secondo le ricostruzioni della stampa tedesca, l’esplosivo potrebbe essersi staccato al momento del contatto (venendo poi recuperato a breve distanza), mentre il detonatore si è rivelato difettoso.  

Il velivolo è rimasto inoperoso sulla pista per circa quattro ore, fino a quando è stato avvistato a tarda notte dall’autista di un autobus interno che ha dato l’allarme. Come evidenziato da Die Zeit: “Finora una delle ipotesi investigative era che si fosse trattato di un avvertimento. Armato, sì, ma non destinato a esplodere. Ora questa ipotesi non regge più“. 

L’episodio potrebbe non essere stato isolato. Poco dopo il ritrovamento del drone, un aereo cargo della compagnia DHL ha urtato un oggetto non identificato mentre sorvolava la zona di Lipsia. Il velivolo, che aveva riattaccato per via della chiusura della pista, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza ad Hannover, riportando danni lievi. 

Sulle matrici dell’attacco, l’intelligence degli Stati Uniti non ha espresso dubbi. Il Wall Street Journal ha riportato che il drone apparterrebbe con ogni probabilità al governo di Mosca, mentre una fonte del Dipartimento della Difesa Usa ha dichiarato alla Cnn che il mezzo proveniva da un servizio segreto russo. 

Un’ulteriore conferma emerge dagli esami scientifici condotti sul posto. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Bild, le autorità hanno isolato sul drone tracce di Dna compatibili con quelle rinvenute nel luglio 2024 su un pacco incendiario spedito tramite Dhl, che prese fuoco all’aeroporto di Lipsia.

In quella circostanza la mancata esplosione in quota fu dovuta unicamente a un ritardo nella tabella di marcia del volo. Il relativo processo è in corso in Lituania (luogo da cui partirono le spedizioni), con gli inquirenti che attribuiscono la regia delle operazioni al Gru, il servizio di intelligence militare russo. 

L’esecutivo di Berlino mantiene una linea di cautela ufficiale ed evita contestazioni dirette nei confronti di Mosca.

Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, ha definito l’accaduto parte di una “situazione di minaccia ibrida professionale” coordinata da un “attore straniero ben equipaggiato”, ribadendo che la Germania si trova a gestire attacchi informatici, sabotaggi ed ingerenze su base “quotidiana”.

Si tratta di azioni che “hanno l’obiettivo di destabilizzare la Germania o direttamente di danneggiarla” e che sono ormai diventate “una realtà costante”. 

L’azione contro lo scalo di Lipsia si colloca in un quadro di forte aumento delle minacce contro le infrastrutture aeree del Paese: nella prima metà del 2026, le intrusioni di droni registrate nei 15 principali aeroporti tedeschi sono salite a 166, a fronte delle 101 rilevate nello stesso periodo del 2025.