BUENOS AIRES - In tanti si chiedevano se quest'anno la Settimana del Cinema Italiano avrebbe fatto tappa a Buenos Aires, dato che tradizionalmente il festival si svolgeva nel mese di aprile. 

Per fotuna, e grazie agli sforzi degli organizzatori, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di cinema torna a Buenos Aires.  

Questa volta la rassegna si realizzerà dal 3 al 9 settembre, sempre nelle sale di Cinépolis Recoleta, che accoglierà la XII edizione di una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per la diffusione del cinema italiano in Argentina e che ha portato a Buenos Aires alcune delle figure più importanti della cinematografia contemporanea. 

Tra gli ospiti delle edizioni precedenti figurano grandi nome come Paola Cortellesi, Ferzan Özpetek e Paolo Genovese, ospiti che non si sono limitati a presentare i propri film, ma hanno incontrato e dialogato direttamente con il pubblico argentino, dando vita a momenti di confronto, scambio di idee e riflessione difficilmente replicabili in altri eventi di questo tipo. 

Quest’anno il festival torna con una novità di particolare rilievo: per la prima volta la programmazione si svolgerà contemporaneamente in otto città dell’America Latina e dell’America Centrale, potenziando la manifestazione come strumento per la circolazione del cinema italiano contemporaneo nella regione. 

Come di consuetudine, la selezione riunisce opere di registi affermati e di una nuova generazione di autori, che raccontano l’Italia contemporanea attraverso linguaggi e sensibilità differenti. Dramma, commedia sociale, cinema di genere, memoria storica, relazioni familiari, desiderio e trasformazioni del territorio compongono un programma ricco e variegato. 

Ad aprire la rassegna sarà La vita va così, diretto da Riccardo Milani, tra i cineasti più popolari del panorama italiano e uno degli ospiti di questa edizione. 

Il suo film, che ha come protagonista il celebre e brillante Diego Abatantuono - attore-feticcio di Gabriele Salvatores e interprete di titoli ormai diventati classici come Mediterraneo (Oscar al miglior film in lingua straniera nel 1992) - è una commedia sociale che intreccia dignità, appartenenza e resistenza quotidiana, confermando lo stile del regista, capace di unire intrattenimento e osservazione della realtà. 

Sarà presente anche Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif), con Che Dio perdona a tutti, tratto dal suo stesso romanzo. Nel nuovo film Pif affronta temi come la fede, il senso di colpa e l’amore, dimostrando come la commedia possa diventare uno strumento profondo per riflettere sulla condizione umana. 

Il suo particolare senso dell’umorismo, con cui riesce ad affrontare anche temi complessi e dolorosi con ironia, senza mai attenuarne la gravità, è un tratto distintivo delle sue opere che lo ha portato alla notorietà nel 2013, con La mafia uccide solo d’estate

Completa il trio di ospiti Nicolangelo Gelormini. Regista napoletano e collaboratore di Sorrentino, è autore di La gioia, interpretato da Valeria Golino. Un film intenso dall’atmosfera surreale, ma ispirato in una vicenda di cronaca realmente accaduta. 

Tra i titoli della rassegna spiccano alcune delle opere più premiate dell’ultima stagione cinematografica italiana.  

Le città di pianura di Francesco Sossai (vincitore di otto David di Donatello, tra cui quelli per Miglior Film e Miglior Regia) racconta – attraverso un road movie nella pianura veneta – l’incontro tra un giovane studente e due uomini più anziani, in un viaggio notturno tra alcol, amicizia e ricerca di senso.  

Quattro David, invece, sono andati a Primavera di Damiano Michieletto, ambientato nella Venezia del 1716 e ispirato al mondo di Antonio Vivaldi, dove la storia di una giovane orfana si trasforma in un racconto di talento e desiderio di libertà.  

Completa questo gruppo La città proibita di Gabriele Mainetti, che unisce azione, noir e dramma criminale nella periferia romana e che ha ottenuto tre David di Donatello per fotografia, scenografia ed effetti visivi. 

Accanto ai film più premiati, la Settimana propone un’ampia panoramica sulle nuove voci del cinema italiano.  

Tra queste Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, interpretato da Benedetta Porcaroli, nota al grande pubblico anche per la serie Baby, in una storia dai toni surreali che mescola ironia, inquietudine e fragilità emotiva.  

C’è poi Un anno di scuola di Laura Samani, un film che guarda all’adolescenza e alle sue inquietudini attraverso la vita di un gruppo di ragazzi alle prese con amicizie, primi amori, desiderio di appartenenza e scoperta di sé, offrendo così uno sguardo particolarmente vicino alle sensibilità del pubblico più giovane.  

A completare la selezione sono Per te di Alessandro Aronadio, ispirato alla storia vera di una famiglia alle prese con l’impatto con Alzheimer precoce; Breve storia d’amore, esordio alla regia della sceneggiatrice Ludovica Rampoldi; e Tre ciotole di Isabel Coixet, adattamento del romanzo di Michela Murgia (Mondadori), nel quale la scrittrice (scomparsa nel 2023 ad appena 51 anni) racconta la propria malattia. A interpretarlo sono Elio Germano e Alba Rohrwacher.  

Chiude il programma “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, un originale western ambientato nell’Italia dell’inizio del Novecento, tra il mito del Far West, fughe, inseguimenti e desiderio di libertà. 

Per il pubblico di Buenos Aires sono previste tariffe speciali per tutta la durata della rassegna: il biglietto Festival valido per un ingresso avrà un costo di 15.000 pesos, mentre per i soci Movie Club il prezzo sarà di 13.000 pesos.  

Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali pensati per chi desidera seguire più proiezioni: si potranno acquistare cinque biglietti al prezzo di quattro per 60.000 pesos, oppure dieci ingressi al prezzo equivalente a sette e mezzo per 112.000 pesos. 

La programmazione completa, gli orari delle proiezioni e le informazioni aggiornate saranno disponibili sul sito ufficiale di Cinépolis Recoleta (Especiales > Festivales).