PAVIA – L’anniversario della morte di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione a Garlasco (Pavia) il 13 agosto del 2007, arriva quest’anno dopo mesi segnati da polemiche mediatico-giudiziarie e con una nuova inchiesta. Quella della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone, che offre una ricostruzione diversa da quella finora sostenuta da una sentenza passata in giudicato, che vede in Alberto Stasi, allora fidanzato della giovane, l’unico l’assassino.
La famiglia Poggi si è vista costretta a difendersi dall’accusa di voler bloccare le indagini che andavano in senso contrario rispetto alla sentenza e ha dovuto affrontare l’amara sorpresa di scoprirsi intercettata.
In questo clima avvelenato, il 13 agosto, i genitori Rita Preda e Giuseppe Poggi, con il secondogenito Marco, si ritroveranno come ogni anno in chiesa, per poi fare visita alla tomba di Chiara.
“Vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo fatto sempre”, si limita a dire la madre, preferendo restare “in silenzio”, come per ribadire che le parole non servono.
La famiglia ricorderà la giovane, uccisa brutalmente in quella che ancora oggi è la loro casa, con una messa e i fiori al cimitero, chiusa nel dolore tornato a galla negli ultimi mesi, per via di accertamenti che le hanno fatto riaperto un dramma incancellabile e che mettono in discussione la sentenza di colpevolezza di Alberto Stasi.
Secondo le nuove ipotesi di indagine, a uccidere la giovane donna 19 anni fa non sarebbe stato l’allora fidanzato Alberto Stasi, che ha quasi finto di scontare 16 anni di carcere, ma Andrea Sempio, amico storico del fratello.
Una riscrittura del delitto che, se da un lato fa prefigurare una richiesta di rinvio a giudizio di Sempio, ora 38enne, dall’altro apre lo scenario a una richiesta di revisione del processo a carico di Stasi, presentata dai suoi legali, che puntano alla totale riabilitazione del loro cliente.
Le indagini preliminari della nuova inchiesta sono state prorogate al 28 settembre.