Ci sono storie che attraversano il tempo e diventano memoria viva di un’intera comunità. Quella di Anna Barbi è una di queste. Nel 2026, Anna raggiunge il traguardo straordinario dei 107 anni. Un’età che non è solo un numero, ma un racconto lungo quasi un secolo fatto di migrazione, sacrifici, eleganza e una sorprendente lucidità che ancora oggi colpisce chi ha la fortuna di incontrarla.
A renderle omaggio nei giorni scorsi è stata la presidente del Com.It.Es Queensland & Northern Territory, Rosaria Vecchio, che ha scelto per lei un dono dal forte valore simbolico: il fumetto Mamma, gli It-Alieni! dedicato alla storia dell’emigrazione italiana nel Queensland . Un gesto che va oltre la semplice celebrazione, trasformandosi in un ponte tra la memoria vissuta e quella raccontata. La storia di Anna affonda infatti le radici proprio in quel periodo narrato tra le pagine illustrate del volume. Arrivata in Australia nel 1928, quand’era ancora bambina, ha vissuto in prima persona le difficoltà dei primi insediamenti italiani, molto prima che Brisbane diventasse la città multiculturale che conosciamo oggi.
E i suoi ricordi, ancora vividi, sembrano uscire direttamente da quelle vignette. Racconta di un tempo in cui “si trovavano poche verdure e non c’era la vita di oggi”, quando tutto era più essenziale e il lavoro scandiva le giornate. Si lavorava duro, senza risparmiarsi, costruendo con fatica una stabilità che allora sembrava lontana.
Proprio il lavoro è stato una costante nella sua vita. Anna faceva la sarta, un mestiere che richiedeva precisione, pazienza e dedizione. Ma è nei piccoli gesti quotidiani che emerge il lato più umano della sua storia: con i ritagli e gli avanzi di stoffa confezionava abiti per i bambini, dando nuova vita a ciò che altri scartavano. Alcuni di questi vestiti li spediva anche in Italia, come un filo invisibile che continuava a legarla alla terra d’origine e agli affetti lontani.
Eppure, anche in quegli anni non mancava la leggerezza. “Si trovava sempre il tempo per divertirsi e ingegnarsi”, racconta Anna, descrivendo una comunità che, pur nelle difficoltà, sapeva creare momenti di condivisione e di gioia. Una capacità tutta italiana di trasformare anche le condizioni più dure in occasioni di vita. Anna stessa ne è stata un esempio. Attiva, presente, sempre elegante. Viene ricordata come una donna curata, “bella truccata”, capace di mantenere stile e dignità in ogni fase della sua vita. Una femminilità vissuta con naturalezza, anche negli anni in cui tutto richiedeva sacrificio. Il suo segreto per una vita così lunga? Non esita a dirlo: lavorare duro, ma senza dimenticare di vivere. Restare attivi, mantenere la mente occupata, coltivare relazioni e trovare sempre un motivo per sorridere.
La visita della presidente Vecchio assume così un significato ancora più profondo. Consegnare proprio quel fumetto a una donna che quella storia l’ha vissuta davvero significa restituire voce a una generazione che ha costruito le fondamenta della comunità italiana in Queensland. In Anna Barbi si riflette una storia collettiva: quella di migliaia di italiani arrivati con poco, ma con una straordinaria capacità di adattarsi, lavorare e creare legami duraturi. A 107 anni, Anna non è solo una testimone del passato. È la memoria stessa che prende forma, uno sguardo lucido su un’epoca lontana e, allo stesso tempo, incredibilmente vicina. Un esempio di resilienza, ma anche di quella leggerezza che, forse più di tutto, è il vero segreto per attraversare il tempo.