ISLAMABAD - In un passaggio geopolitico di storica rilevanza, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno sottoscritto l’Accordo della Mecca, un patto nato per rafforzare la difesa comune di fronte all’escalation militare che sta attraversando la regione.

A rendere noto l’evento è stato il ministero degli Esteri pakistano, spiegando che l’intesa contiene un principio equivalente all’articolo 5 della Nato, la celebre clausola di mutua difesa tra alleati. 

“L’accordo è inteso a rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione e stabilisce che qualsiasi attacco armato contro uno dei tre stati sarà considerato un attacco contro tutti loro”, ha dichiarato il ministero di Islamabad. 

A porre la firma in calce al documento, dopo un incontro al palazzo Al-Safa della Mecca seguito dalla cerimonia ufficiale in favore di telecamere, sono stati il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.  

Si tratta di un’intesa senza precedenti, giunta in un contesto regionale in cui Islamabad e Ankara sono impegnate sul fronte diplomatico per favorire una soluzione alla guerra tra Iran e Stati Uniti, sforzo a cui si è unita la stessa Riad dopo essere stata colpita dai bombardamenti di Teheran.

L’intesa sancisce inoltre un cambio di passo decisivo anche rispetto al recente passato, in particolare dopo la grave crisi diplomatica seguita all’uccisione e allo smembramento del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi nel consolato saudita di Istanbul. 

L’Accordo della Mecca punta al “rafforzamento di tutti gli aspetti della cooperazione” nel settore della difesa e della sicurezza tra i tre Paesi. Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, il documento trae forza dai “legami storici di lunga data”, dai “solidi vincoli di fratellanza” e dalla “solidarietà islamica” che uniscono le tre nazioni, con l’obiettivo di espandere “i loro interessi strategici condivisi” per “rafforzare ulteriormente la loro sicurezza collettiva e promuovere la pace”, la stabilità e la sicurezza in Medio Oriente e oltre. 

Il testo giunge dopo che già l’anno scorso Pakistan e Arabia Saudita avevano siglato una prima intesa bilaterale sulla difesa congiunta. Ricordando la struttura del Patto Atlantico firmato a Washington nel 1949, l’Accordo della Mecca fissa il principio di deterrenza comune: “Qualsiasi attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti e tre”. Considerata la contestuale appartenenza della Turchia alla Nato, resta tuttavia da chiarire se e come si applicherà un’eventuale proprietà transitiva tra le due alleanze. 

Fonti turche hanno premurato di precisare che il patto ha natura esclusivamente difensiva, non è rivolto contro alcun attore specifico e non interferisce con altri accordi internazionali preesistenti. Inoltre, la struttura rimane aperta ad un’eventuale adesione di altri Paesi della regione.

Sebbene al momento non sia previsto l’ingresso immediato di nuovi membri, uno scenario futuro potrebbe modificare gli assetti: “Paesi come il Qatar, l’Egitto e altri dovrebbero aderire al patto e trasformarlo in un’alleanza regionale”, ha riferito una fonte ad Al Jazeera. 

L’intesa ha registrato un’immediata e dura reazione da parte di Teheran. L’Iran ha chiarito che il nuovo blocco non basterà a mettere al sicuro la monarchia saudita: “I sauditi devono sapere che un accordo sulla carta con la Turchia e il Pakistan non garantisce loro la sicurezza, così come non l’hanno garantita anni di sostegno unilaterale agli statunitensi”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, lanciando poi un monito a Riad: “Correggete le vostre politiche, così non avrete bisogno di elemosinare sicurezza dagli altri”.