BUENOS AIRES (ARGENTINA) - Lionel Scaloni apre alla possibilità di continuare alla guida dell’Argentina. Il ct dell’Albiceleste, il cui contratto scadrà alla fine del 2026, non si sbilancia sul rinnovo ma conferma la volontà di proseguire un ciclo iniziato nel 2018.
“C’è la volontà di restare, ma ci sono molti aspetti da discutere con il presidente. Naturalmente, dopo un torneo così ricco di emozioni, si fanno sempre delle riflessioni. Ripeto: ci siederemo a parlare con la Federazione”.
Parole che arrivano mentre l’Argentina prepara i tre amistosi contro Bolivia, Burkina Faso e Benin. L’ultimo, in programma il 6 ottobre al Monumental, avrà un significato particolare: sarà la partita d’addio di Lionel Messi alla Nazionale.
“Vogliamo rendergli omaggio, vogliamo che Leo senta tutto il nostro affetto e quello del popolo argentino”, ha spiegato Scaloni, prima di tornare sul tema del rinnovo.
“Non ci sono ancora novità. Incontrerò il presidente nei prossimi giorni. Dovevamo vederci ieri con il presidente Tapia, ma sono dovuto andare dal dentista e non è stato possibile. Oggi lui è in Paraguay. Ci incontreremo, c’è piena disponibilità a sederci al tavolo, ma faremo un annuncio solo quando ci sarà qualcosa di concreto da comunicare. Per ora, tutto resta invariato”.
Intanto, dopo il secondo posto al Mondiale 2026, Scaloni guarda già al futuro e prepara un graduale ricambio generazionale. Le ultime convocazioni hanno infatti aperto le porte a diversi giovani, con l’obiettivo di costruire la nuova Argentina senza stravolgere la base della squadra.
“Le convocazioni riflettono ciò che farebbe qualsiasi allenatore. Si è concluso un Mondiale e riteniamo che sia il momento ideale per un rinnovamento della rosa, dato che la maggior parte dei giocatori è giovane e continuerà a far parte del gruppo. Il nostro approccio ricalca quanto fatto nel 2018. Noi lavoriamo per la Nazionale, non per interessi personali”.
Il ct ha poi ribadito la fiducia nei nuovi volti dell’Albiceleste: “Chiamare le giovani promesse era un passo necessario e potrebbe dare ottimi frutti. Tutto richiede tempo, ma la nostra convinzione è che questi ragazzi possano fare bene”.
Resta ancora viva, però, la delusione per la finale mondiale persa contro la Spagna. “La mancata vittoria è stata un duro colpo, bisogna ammetterlo. Eravamo a un passo dal conquistare un altro titolo mondiale. È stata una batosta”.
Sul futuro, Scaloni preferisce non andare oltre. La volontà di continuare c’è, ma prima servirà il confronto con il presidente dell’AFA Claudio Tapia.
“L’ho sempre detto e continuerò a dirlo: la posizione in cui mi trovo ora per me è un sogno realizzato e questo non cambierà. Detto ciò, dobbiamo sederci a parlare con il presidente. Qualsiasi altra voce che circola non corrisponde al vero. Faremo un annuncio al momento opportuno. Per ora, tutto resta com’era”.