SALT LAKE CITY – Gli avvocati di Tyler Robinson, accusato dell’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, chiedono che venga esclusa la pena di morte, sostenendo che la procura non abbia dimostrato l’esistenza di circostanze aggravanti sufficienti a trasformare il caso in un procedimento capitale.
Kirk fu ucciso il 10 settembre 2025 mentre parlava dinanzi a migliaia di persone alla Utah Valley University. Secondo l’accusa, Robinson avrebbe sparato da un tetto raggiungendo l’attivista con un solo colpo.
Nei documenti depositati martedì, la difesa sostiene che il proiettile sia passato sopra la folla e che non vi siano prove capaci di dimostrare che Robinson sapesse di mettere in pericolo altri partecipanti all’evento.
“Le uniche prove presentate indicano che il proiettile è passato sopra, e non attraverso, la folla”, hanno scritto i legali, che stanno tentando di impedire che il procedimento prosegua verso il processo nella sua forma attuale.
La procura aveva sostenuto a luglio che il fatto che Robinson avesse caricato il fucile con quattro proiettili mostrerebbe la consapevolezza di poter mancare Kirk e quindi colpire altre persone.
Secondo la difesa, tuttavia, è altrettanto plausibile che il tiratore fosse convinto di non sbagliare il bersaglio.
I legali contestano anche l’ipotesi secondo cui Robinson avrebbe scelto Kirk per le sue posizioni politiche.
I procuratori affermano che l’imputato avrebbe detto al coinquilino di avere ucciso l’attivista perché ne aveva “abbastanza del suo odio” riferendosi alle posizioni di Kirk in merito ai diritti LGBTQI. La difesa replica che quella singola frase non basta a stabilire il movente, sottolineando che le perquisizioni dell’appartamento e l’esame di computer e telefono cellulare non avrebbero prodotto ulteriori elementi in quella direzione.
A luglio la procura aveva presentato quelle che definisce prove “schiaccianti”, tra cui analisi del DNA che collegherebbero Robinson all’arma ritenuta utilizzata e presunte ammissioni dell’imputato.
Robinson, che si consegnò alle autorità il giorno successivo alla morte di Kirk, non ha ancora presentato una dichiarazione di colpevolezza o non colpevolezza.
I suoi avvocati avevano già tentato di eliminare l’opzione della pena capitale dopo che alcuni procuratori erano stati giudicati responsabili di mancato rispetto dell’autorità del tribunale per dichiarazioni rilasciate ai media. Il giudice Tony Graf aveva respinto quella richiesta.
La procura ha tempo fino a martedì prossimo per rispondere. Le arringhe conclusive dell’udienza preliminare sono fissate per il primo settembre, quando Graf dovrà decidere se il caso potrà andare a processo e per quali accuse.