BERGAMO - Un nuovo modo di pensare, una nuova filosofia. Maurizio Sarri ha tracciato la linea, il nuovo capitolo targato Atalanta inizierà con un modulo differente rispetto al passato.
Oggi, alla presenza di Stephen Pagliuca, del presidente Antonio Percassi, del direttore sportivo Cristiano Giuntoli e dell’amministratore delegato Luca Percassi, l’ex tecnico della Lazio è stato presentato alla stampa: “La società mi ha chiesto di lavorare, è una delle poche cose che so fare bene nella mia vita oltre ai mille difetti che ho. Vorrei ringraziare tutta la società, la famiglia Percassi e la famiglia Pagliuca, mi hanno cercato con determinazione, ho grande stima per loro che viene da lontano, quello che hanno fatto mi ha sempre colpito molto, questa società è basata prettamente sul lavoro”.
Una carriera iniziata nel 2000, dal 2012 al 2015 ha espresso un gran gioco alla guida dell’Empoli. L’anno successivo l’avventura al Napoli, poi il Chelsea nel 2018 - con la vittoria dell’Europa League -, il passaggio alla Juventus e le due parentesi in biancoceleste, l’ultima nella scorsa stagione, chiusa con il nono posto, in un clima non semplice: “L’esperienza dello scorso anno è stata formativa. Avrei voluto non viverla, ma mi ha lasciato anche qualcosa di positivo. I tifosi della Lazio sanno benissimo come la penso, inutile tornare su quello che è successo, bisogna aprire un nuovo capitolo. È una tifoseria a cui ho voluto bene, si sono comportati con me in modo straordinario”.
L’obiettivo sarà dunque “costruire una squadra che sposi un nuovo modo di pensare. Ci saranno delle difficoltà all’inizio, a Napoli ad esempio avevamo due punti, è stato un inizio sofferto. Ci sarà da soffrire, da assorbire critiche, ma andremo a valutare il prodotto finito. Spero di non fargliela finire la pazienza (ride, ndr) alla presidenza. Ho la stessa impressione da fuori, da dentro ho la conferma che questa è una grande famiglia”.
Spazio anche ai singoli, in particolar modo alla permanenza di Ederson, promesso sposo del Manchester United ma rimasto a Bergamo dopo il dietrofront dei Red Devils: “L’unica mia paura era con che tipo di retropensieri potesse arrivare qui il giocatore, ma il direttore mi sta confermando che rimarrà molto volentieri, sta cercano di rientrare prima, al momento sarà un pilastro di questa squadra”.
Per quanto riguarda i sogni, Sarri ha ribadito che “sarebbe creare una squadra forte attraverso il lavoro e portarla a vincere qualcosa, non perché sono un maniaco delle vittorie ma perché molto spesso il viaggio è più bello della meta. A Napoli ho vissuto gli anni più belli della mia vita senza vincere niente, spero sia lo stesso qui”.
Nel finale la classica foto di rito con la nuova maglia presentata oggi e la solita raccomandazione da parte del presidente Percassi: “Prima dobbiamo salvarci”. Per i sogni ci sarà tempo.