IL CAIRO – Un drone avrebbe colpito ieri (ora locale) una nave cisterna di proprietà americana nel porto egiziano di Damietta, provocando un incendio poi propagatosi a una seconda imbarcazione e alimentando il timore che le ostilità mediorientali raggiungano il Mediterraneo.
La società britannica di sicurezza marittima Ambrey ha riferito che l’equipaggio è stato evacuato e che le fiamme sono state domate. Tre fonti commerciali a conoscenza dell’accaduto hanno confermato l’attacco contro il terminale utilizzato per il carico di gas naturale.
Non sono state registrate rivendicazioni immediate e resta da stabilire chi abbia lanciato il velivolo senza pilota. L’incidente assume però particolare rilievo perché avvenuto in territorio egiziano, lontano dai principali fronti finora coinvolti.
Nelle stesse ore, Stati Uniti e Arabia Saudita hanno bombardato gruppi paramilitari sostenuti dall’Iran in Iraq. Washington e Riad hanno presentato l’operazione come una risposta agli attacchi con droni contro impianti petroliferi sauditi partiti dal territorio iracheno.
Le Popular Mobilisation Forces hanno dichiarato che almeno 20 loro appartenenti sono rimasti uccisi e 32 feriti nei bombardamenti contro diverse basi. Immagini trasmesse dalla televisione irachena Al-Ahad hanno mostrato uomini trasportare i corpi fuori da un ospedale di Mosul, scandendo slogan sciiti e invocazioni contro gli Stati Uniti.
È la prima volta che l’Arabia Saudita partecipa apertamente a raid con le forze americane. La scelta potrebbe aprire un ulteriore fronte, coinvolgendo direttamente Riad contro formazioni sciite legate a Teheran.
Donald Trump ha promesso una risposta molto pesante dopo i lanci iraniani contro militari statunitensi. Il presidente aveva sospeso pochi giorni prima la campagna di bombardamenti, iniziata a febbraio con il nome di “Operation Epic Fury” e inizialmente presentata come un intervento di breve durata.
L’Iran ha confermato di avere colpito basi americane in Giordania e petroliere nello Stretto di Hormuz. L’esercito giordano ha riferito di avere abbattuto cinque missili iraniani.
La ripresa degli scontri ha spinto il Brent oltre i 90 dollari americani al barile, con un rialzo superiore all’otto per cento. Il governo iracheno del primo ministro Ali al-Zaidi ha chiesto alle parti di evitare un ampliamento della guerra e di non trascinare Baghdad nel confronto regionale.