MILANO - Entrambi sullo stesso aereo (probabilmente anche vicini di posto) che li ha portati da Dubai a Perth, ma con sentimenti all’opposto. Loro sono Gonçalo Ramos e Rafael Leao, appena arrivati nel ritiro del Milan in Australia. Ma mentre il primo, sorridente ed entusiasta, ha salutato calorosamente compagni e staff (li aveva incrociati a Milanello lo scorso 13 luglio nel giorno del raduno), Leao si è trascinato verso di loro con la solita andatura ciondolante e un po’ annoiata, un sorriso forzato e appena accennato, come quello di chi sa che è lì solo di passaggio e che i saluti a breve li dovrà rifare, ma per dire addio. Amorim ha ribadito che finché sarà un giocatore del Milan lo tratterà come tutti gli altri, Gabbia è sembrato ormai rassegnato all’idea di perderlo (“Ognuno è giusto che prenda le sue decisioni: le persone che rimangono al Milan devono farlo dando la priorità alla società e alla squadra. Sono sicuro che Rafa, finché sarà qui, farà il meglio per questo gruppo”, ha detto il capitano), il diretto interessato attende notizie avendo però capito che da Inghilterra e Spagna almeno per ora nessuno si sta facendo vivo, e che adesso come adesso è la Turchia l’unica destinazione possibile. L’incontro a Milano con il Fenerbahce non ha prodotto risultati, perché il Milan chiede 60 milioni e i turchi ne hanno proposti 40.

A 50 si può chiudere, ma bisogna arrivarci. Più facile trovare la quadra con Leao, visto che gli otto milioni netti con possibilità di arrivare a 12 con i bonus si possono modellare in altri modi mantenendo la stessa cifra finale. A Perth, dove la squadra ha vissuto il secondo giorno di allenamento, è stata annullata la gara amichevole contro la formazione locale del Perth Glory in programma sabato 1° agosto: Amorim ha deciso di non sostituirla con un altro test, ma di inserire una sessione d’allenamento in più. Il primo appuntamento sarà quindi il derby contro l’Inter del 5 agosto all’Optus Stadium di Perth. Ufficiale l’acquisto di Sankhoun Diawara: il difensore franco-senegalese, prelevato dal Troyes per tre milioni, ha firmato un contratto fino al 2031 e vestirà la maglia numero 13. Nelle prossime ore è atteso nel ritiro di Perth: “Credo che il giorno in cui vedrò San Siro rimarrà impresso per sempre nella mia mente - le sue prime parole -. Non vedo l’ora di esordire e di incontrare i tifosi rossoneri, i compagni di squadra e tutto lo staff. Poco alla volta sto realizzando il mio sogno di bambino: sono nato con un pallone tra i piedi e ogni volta che entro in campo lo faccio per dare il 200%”.

Intanto, dagli Stati Uniti arrivano le parole pronunciate da Gerry Cardinale, intervenuto come ospite, insieme al Senior Advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, sul palco del WSJ Sports Event, organizzato dal Wall Street Journal. “Dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Inghilterra ho scritto un messaggio ad Amorim: ‘Quello che è successo negli ultimi 10’: possiamo allenare i nostri giocatori in modo che riescano a fare quello che ha fatto Messi in termini di cross?’. E lui mi ha risposto: ‘Stai sbagliando, i nostri giocatori già possono farlo. Dobbiamo insegnargli la mentalità di non avere paura di provarci’. E credo che per me sia stato molto formativo. Il ruolo di Ibra? Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa”.