MODENA – Se l’attentato di Modena – compiuto sabato dal 31enne Salim El Koudri al volante della sua Citroen C3 – non si è trasformato in una strage, il merito è dei semplici cittadini che hanno assistito alla scena e che hanno sono subito organizzato i primi interventi.
Due egiziani – Osama Shalaby e il figlio Mohammed – hanno inseguiro e disarmato l’aggressore, che era sceso dall’auto armato di coltello. Nel frattempo Luca Signorelli, un militare paracadutista, è intervenuto per tamponare l’emorragia della donna più grave, la 69enne a cui sono state amputate le gambe.
Su di lei si è precipitato subito anche Alessandro Misericordia, 33enne di Sant’Elpidio a Mare (Fermo), medico specializzando in medicina interna all’ospedale di Baggiovara, a Modena.
“Ero in in un negozio - racconta all’Ansa – quando ho sentito il rumore di un forte impatto. Sono uscito e ho visto una donna con le gambe amputate. Così ho subito preso dei guanti e, insieme a un’infermiera, l’ho raggiunta cercando di fermare l’emorragia con la mia cintura. Lo stesso ha fatto l’infermiera. Mi sono girato e ho visto altre persone a terra. A quel punto sono andato a controllare come stessero, se fossero coscienti e respirassero”. La donna ora è estubata e cosciente.
Misericordia ha soccorso anche un’altra donna, la prima a essere stata colpita dall’auto. “Aveva fratture al femore, al bacino e all’avambraccio – dice –. Iniziava a respirare male. Le ho preso subito un accesso venoso periferico. Vorrei ringraziare tutti i colleghi che sono intervenuti, almeno quattro medici e altrettanti infermieri. Tutti fondamentali nella gestione della prima fase emergenziale”.
Il medico ricorda anche l’intervento forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale del 118, sottolineando come la gestione dell’emergenza sia stata ottima.
Intanto, dal carcere dove è in arresto, El Koudri ha fatto le prime, nebulose dichiarazioni al suo avvocato: “Sono uscito perché quel giorno morivo. Andavo più forte che potevo. Non volevo fare del male”.
Nei mesi scorsi, il giovane – cittadino italiano, laureato in Economia ma disoccupato – aveva inviato mail di insulti e minacce all’Università di Modena, chiedendo un lavoro e aggiungendo turpiloqui contro i cristiani e Gesù. Per ora non sono tuttavia stati trovati indizi di un’appartenenza a movimenti radicali organizzati.