ROMA - “Punti di convergenza con il programma di Malagò? Sono due programmi diversi obiettivamente. Quello del presidente Malagò è, utilizzando un termine che deve essere interpretato nel modo corretto, un po’ ecumenico nel senso che si tratta naturalmente di non urtare sensibilità da parte di nessuno. Il mio programma è un po’ più tranchant sul versante di alcune valutazioni, alcune riflessioni e alcune linee di indirizzo. Ma questo probabilmente è fisiologico perché vengo da un’esperienza interna e quindi probabilmente ho più facilità di individuare delle situazioni di criticità all’interno del sistema”.

Lo ha detto il candidato alla presidenza Figc, nonché numero 1 LND, Giancarlo Abete a margine dell’evento “Athora Game On 2026 - All Stars Night” alla Lanterna a Roma, rispondendo ad una domanda sui possibili punti di convergenza con il programma dell’altro candidato Giovanni Malagò.

Secondo Abete l’ex presidente del Coni “viene da una dimensione esterna al mondo del calcio e quindi è giusto che il primo tipo di approccio sia un approccio sistemico nell’obiettivo di tenere insieme tutte le componenti, cosa che vogliamo fare tutti quanti noi, ma la storia ha dimostrato che non è sufficiente avere il 90 o il 100% dei voti per dar luogo a un progetto di rinnovamento”, ha concluso.

MALAGÒ: “IL MIO PROGRAMMA ECUMENICO? LA MIA VITA DICE ALTRO” - “Secondo Abete il mio programma è ecumenico? Non commento, rispetto quella che è la sua opinione. Penso che nella mia vita non ci sia stato nulla di ecumenico, tantomeno nel percorso sportivo. Però ognuno dà le sue valutazioni”.

Lo ha detto il candidato alla presidenza Figc, Giovanni Malagò a margine dell’evento “Athora Game On 2026 - All Stars Night”, rispondendo alle parole dell’altro candidato Giancarlo Abete che ha definito “ecumenico” il programma dell’ex numero 1 del Coni.