SYDNEY - Il primo intervento pubblico di un alto funzionario della Reserve Bank of Australia (RBA) dopo la finanziaria federale sarà osservato con attenzione dai mercati, mentre economisti e investitori cercano di capire se la manovra di Jim Chalmers aiuti davvero a frenare l’inflazione o rischi di complicare il lavoro della Banca centrale.
Sarah Hunter, capo economista della RBA, parlerà oggi al Bloomberg Forum per gestori di investimenti a Sydney, poco dopo un intervento dello stesso ministro del Tesoro. Il discorso cade una settimana dopo il quinto budget di Chalmers, finito sotto attacco da parte del mondo imprenditoriale per le modifiche alle agevolazioni fiscali degli investitori e ai trusts usati per ridurre il carico fiscale.
Ma il punto che più interessa agli economisti è un altro: l’impatto della manovra sull’impulso fiscale, cioè quanto le decisioni di bilancio aumentino o riducano domanda e inflazione nell’economia. In una fase in cui i prezzi restano sotto pressione, anche un budget apparentemente prudente può pesare sulle scelte della RBA.
Gareth Spence, responsabile degli studi finanziari di NAB, ha definito l’impostazione del budget sostanzialmente neutrale per il 2026/27 e leggermente restrittiva nei tre anni successivi. Ha però avvertito che molto dipenderà dalla realizzazione delle previsioni, ricordando che l’anno in corso si è rivelato più espansivo del previsto rispetto alle attese di dodici mesi fa.
Più cauto Paul Bloxham, capo economista di HSBC Australia, secondo cui una sorpresa al rialzo nella spesa pubblica aumenterebbe il rischio di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse. Il quadro per la Banca centrale è già complesso: inflazione elevata, consumi delle famiglie ancora relativamente solidi e shock petrolifero legato al Medio Oriente.
Secondo Spence, il sondaggio sulle imprese condotto da NAB conferma segnali aneddotici di un passaggio dei costi ai prezzi finali ampio e rilevante, vista la dimensione dello shock. È un messaggio che, secondo NAB, Hunter potrebbe riprendere nel suo intervento. La RBA continuerà anche a osservare eventuali segnali di indebolimento dell’attività economica e del mercato del lavoro, ma al momento condizioni delle imprese e consumi non indicano una brusca frenata.
NAB prevede un quarto rialzo consecutivo dei tassi in occasione della riunione di giugno. I mercati monetari sono meno convinti: scontano almeno un nuovo aumento entro novembre, ma attribuiscono a una mossa già a giugno una probabilità inferiore a un quinto.
Anche i verbali della riunione di maggio della RBA, attesi in giornata, saranno analizzati con attenzione. Gli analisti di JP Morgan Ben Jarman, Tom Kennedy e Tom Ryan vogliono capire quanto il Consiglio si sia spostato verso una posizione più dipendente dai dati futuri. La formula usata dopo l’ultima riunione, secondo cui la politica monetaria è “ben posizionata per rispondere agli sviluppi”, può indicare un tono più neutrale.
La discussione sui rischi in entrambe le direzioni segna un’evoluzione importante. Michele Bullock ha distinto tra un aumento temporaneo del livello dei prezzi e un cambiamento più profondo nel modo in cui le imprese fissano i prezzi. È questa la linea sottile che Hunter dovrà chiarire: se il budget ha davvero tenuto ferma la domanda, o se la RBA dovrà fare ancora il lavoro sporco.