APPIANO GENTILE - La notte è trascorsa veloce, perché in casa Inter sono andati a letto tutti molto tardi.
“Colpa”, si fa per dire, della lunga festa che ha portato il pullman scoperto a navigare tra due ali di folla da San Siro (dove l’1-1 contro il Verona è servito soltanto per le statistiche) a Piazza Duomo, una lenta traversata scandita da cori, striscioni (a tal proposito Thuram potrebbe rischiare una multa per averne esibito uno offensivo nei confronti del Milan) e fumogeni, fino all’apoteosi dalla terrazza accanto al Duomo per condividere la gioia con le decine di migliaia di tifosi presenti.
Assistendo a un simile spettacolo, però, un dirigente del livello di Beppe Marotta avrà certamente pensato a cosa poter fare per poter rivivere stagioni come quella appena trascorsa, e terminata con il doppio trionfo in campionato e in Coppa Italia, un “Double” esibito sulle magliette così come sul tabellone luminoso sul tetto della sede di Viale della Liberazione.
Dove sanno di doversi rimettere presto al lavoro, perché le cose da fare sono tante e la concorrenza sarà ancora più agguerrita: “Dobbiamo continuare su questa strada - ha detto Marotta nel corso della festa -. Alcuni giocatori non ci saranno più per questioni anagrafiche, li rimpiazzeremo cercando di creare un mix tra l’esperienza e l’effervescenza dei giovani”.
Lo stesso presidente è stato il primo protagonista di un’iniziativa speciale: da oggi e fino al 18 maggio sarà aperta “Internazionale 21”, un’edicola in via Brera 21 a Milano interamente dedicata all’Inter, dove i tifosi potranno ricevere magazine personalizzati con contenuti inediti sulla stagione del Double.
E nella prima uscita c’era proprio un messaggio di Marotta che, rivolgendosi ai tifosi, ha scritto: “Questo è il mio primo scudetto da presidente. È la realizzazione di un sogno che porto con me da quando ero ragazzo, quando immaginavo un futuro nel calcio senza sapere se sarei riuscito a viverlo davvero. Farlo oggi, da Presidente dell’Inter, rende tutto ancora più speciale. Il primo pensiero va a chi mi ha preceduto. Presidenti che hanno scritto la storia di questo Club e che per me sono stati un riferimento. In questi giorni il ricordo va in modo particolare a Fraizzoli, Pellegrini, Moratti, Giacinto Facchetti e Steven Zhang”.
Ma Marotta ha voluto anche sottolineare la perfetta coesione con l’attuale proprietà, il vero segreto dei successi dell’Inter: “Un grazie doveroso va a Oaktree Capital Management: con lungimiranza ci ha sempre fatto lavorare con la massima tranquillità, supportandoci in maniera silenziosa, trasmettendo il concetto fondamentale della delega”.
E, nel voler indicare un protagonista, non ha avuto dubbi: “È lo scudetto di Cristian Chivu, che abbiamo scelto con convinzione per una qualità fondamentale: il coraggio. Chivu ha portato con sé esperienza, personalità e senso di appartenenza. Ha saputo guidare il gruppo con equilibrio, diventando un punto di riferimento dentro e fuori dal campo”.
E da lui l’Inter ripartirà, ma per il momento vuole ancora gustarsi il ricordo di una notte speciale.