ROMA - Si è conclusa venerdì scorso l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, appuntamento che per cinque giorni ha riunito alla Farnesina e successivamente al CNEL consiglieri provenienti dalle diverse aree geografiche della rappresentanza italiana nel mondo, parlamentari eletti all’estero, rappresentanti del Governo e organismi territoriali, in un confronto che ha riportato al centro del dibattito alcune delle questioni più controverse e strutturali del rapporto tra lo Stato italiano e le proprie comunità oltreconfine.

Se nella giornata inaugurale il Governo aveva posto l’accento sulla necessità di rafforzare il sistema dei servizi consolari, consolidare il legame culturale con le nuove mobilità italiane e ridefinire il quadro normativo della cittadinanza italiana iure sanguinis, i lavori assembleari hanno successivamente restituito un quadro più articolato, nel quale accanto alla volontà di modernizzazione delle strutture amministrative è emersa con forza anche la preoccupazione delle rappresentanze degli italiani all’estero rispetto agli effetti concreti delle riforme in corso e alle difficoltà operative che continuano a caratterizzare il rapporto quotidiano tra cittadini e rete consolare.

Del bilancio politico e operativo dell’Assemblea plenaria Il Globo ne ha parlato con Mariano Gazzola, vicesegretario generale del CGIE per l’America Latina, che ha definito l’esperienza assembleare “positiva”, sottolineando tuttavia come i cinque giorni di confronto abbiano evidenziato la necessità di affrontare in maniera più organica alcune criticità ormai strutturali. “Ogni occasione in cui si crea uno spazio per portare all’attenzione delle istituzioni le istanze delle nostre comunità all’estero e per dialogare con il Governo e con i parlamentari è sempre importante, oltre che necessaria”, ha spiegato Gazzola, ricordando come durante la plenaria il Consiglio abbia avuto modo di confrontarsi con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con il nuovo sottosegretario agli Italiani nel mondo Massimo Dell’Utri e con quasi tutti i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero.

Tra i temi che hanno attraversato con maggiore continuità il dibattito vi è stata innanzitutto la questione della cittadinanza italiana, sulla quale il confronto tra Governo, parlamentari e rappresentanza degli italiani all’estero continua a rimanere particolarmente delicato. Se l’Esecutivo continua, infatti, a sostenere la necessità di restringere l’accesso alla cittadinanza ai casi caratterizzati da un “legame autentico” con l’Italia, all’interno del CGIE resta forte la preoccupazione rispetto agli effetti amministrativi e sociali della riforma.

Secondo Gazzola, le modifiche introdotte stanno già producendo conseguenze significative sul lavoro delle sedi consolari, aggravando procedure che fino a poco tempo fa risultavano molto più semplici. “Oggi i consolati devono richiedere documenti e verifiche ulteriori che prima non erano necessarie. Quello che in passato era un procedimento semplice, come l’iscrizione di un figlio minore, richiede ora accertamenti più complessi per verificare in quale casistica prevista dalla legge rientri il richiedente”, ha osservato il vicesegretario.

Proprio il funzionamento dei servizi consolari ha rappresentato uno dei punti più discussi dell’intera settimana assembleare. Accanto al tema della pressione crescente sulla rete consolare e dell’aumento costante degli iscritti all’AIRE, il confronto si è concentrato soprattutto sul processo di digitalizzazione delle procedure amministrative e sul funzionamento della piattaforma Prenot@mi, rispetto alla quale il CGIE continua a registrare forti criticità segnalate dalle comunità italiane all’estero. Pur riconoscendo l’impegno della Direzione per l’Innovazione del Ministero degli Esteri, Gazzola ha sottolineato come la percezione degli utenti resti ancora problematica. “C’è fiducia nel lavoro che il Ministero sta portando avanti, ma la realtà vissuta dagli utenti è ancora difficile. Ci si aspetta però che dalla seconda metà dell’anno il sistema possa funzionare in maniera più efficiente, semplice e adeguata alle esigenze dei cittadini”, ha dichiarato.

Nel corso dei lavori è riemersa inoltre la questione della carta d’identità elettronica, tema particolarmente sentito nelle comunità italiane residenti in Europa, dove il documento viene utilizzato molto più frequentemente rispetto al passaporto. Tra gli elementi considerati positivi dal CGIE vi è stata la possibilità, recentemente introdotta, per i residenti all’estero di richiedere la carta d’identità elettronica direttamente presso il Comune italiano durante eventuali soggiorni temporanei in Italia, soluzione che tuttavia non viene considerata sufficiente a risolvere integralmente le difficoltà operative ancora presenti.

Una parte significativa del confronto si è concentrata poi sul rinnovo dei Com.It.Es., previsto entro la fine dell’anno, tema che il CGIE considera centrale non soltanto sul piano organizzativo ma anche sul versante della partecipazione democratica delle collettività italiane all’estero. L’obiettivo dichiarato del Consiglio resta quello di intervenire sulle modalità di presentazione delle liste e sulle procedure di voto per ridurre gli ostacoli burocratici che negli anni hanno progressivamente contribuito all’abbassamento della partecipazione elettorale. “Occorre intervenire soprattutto sulla semplificazione della presentazione delle liste, introducendo ad esempio l’autocertificazione e consentendo ai consoli onorari di autenticare le firme”, ha spiegato Gazzola, aggiungendo che il CGIE considera necessario riproporre alcune modalità semplificate già adottate nel 2021 per facilitare la reiscrizione degli elettori.

Il tema della rappresentanza è stato in effetti uno dei fili conduttori dell’intera Assemblea plenaria, non soltanto per quanto riguarda il funzionamento dei Com.It.Es. e del CGIE ma anche rispetto al più ampio dibattito sulla riforma del voto all’estero e sulla possibile revisione delle ripartizioni della circoscrizione Estero. Su questo punto il vicesegretario generale per l’America Latina ha espresso particolare preoccupazione, evidenziando il rischio che eventuali accorpamenti territoriali possano ridurre ulteriormente il peso delle comunità numericamente più piccole. “La questione più importante riguarda la riforma del voto all’estero: bisogna riuscire a garantire un sistema sicuro senza compromettere la rappresentanza”, ha affermato, sottolineando al tempo stesso la necessità di superare quella che ha definito “una continua narrazione negativa sul voto all’estero”.

Una riflessione che si collega anche agli interventi di alcuni parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, tra cui il senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, che al termine dei lavori ha ribadito il valore politico e istituzionale degli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo. “Credo profondamente negli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, nei Comites e nel CGIE, come strumenti fondamentali di ascolto, proposta e coordinamento”, ha dichiarato Giacobbe, sostenendo la necessità di innovare tali organismi affinché possano continuare “ad essere protagonisti nel futuro”, diventando “sempre più attuali, rappresentativi e vicini ai cambiamenti delle nostre comunità nel mondo”.

Nel suo intervento il senatore ha inoltre sottolineato come il ruolo del CGIE e dei Com.It.Es. debba essere quello di “rappresentare le comunità italiane nel mondo, ascoltare i bisogni dei cittadini, segnalare criticità ma soprattutto avanzare proposte concrete, in collaborazione con le istituzioni, il Parlamento e la rete diplomatico-consolare”, insistendo sulla necessità di costruire una rappresentanza capace di coinvolgere giovani, nuove generazioni, mondo del lavoro, ricerca, cultura, associazionismo ed enti gestori.

Il riferimento alle nuove mobilità italiane e al coinvolgimento delle giovani generazioni è emerso più volte anche durante i lavori delle Commissioni tematiche e nella sessione conclusiva ospitata presso Villa Lubin, sede del CNEL, dove il CGIE ha affrontato il tema del contributo economico degli italiani all’estero al sistema Paese e quello delle trasformazioni che stanno interessando le comunità italiane nel mondo. In questo contesto si inserisce anche il progetto L’Europa in Movimento, rilanciato durante la plenaria come percorso finalizzato alla creazione di un’Agenzia europea dedicata ai cittadini in mobilità, alle politiche sociali, al lavoro e ai diritti civili e politici delle diverse diaspore europee. “Si tratta di un obiettivo ambizioso che richiede coordinamento con le rappresentanze degli altri Paesi europei, ma è un percorso che va costruito passo dopo passo”, ha spiegato Gazzola.

Sul piano politico, la plenaria si chiude dunque con un quadro caratterizzato da elementi tra loro differenti: da un lato la volontà del Governo di accelerare il processo di modernizzazione amministrativa e ridefinire il rapporto tra cittadinanza e appartenenza nazionale; dall’altro le richieste provenienti dal CGIE e dalle rappresentanze territoriali, che continuano a chiedere semplificazione amministrativa, maggiore tutela della partecipazione democratica e un rafforzamento effettivo del sistema dei servizi consolari.

Resta inoltre aperta la questione del rapporto tra Parlamento e rappresentanza degli italiani all’estero, soprattutto sul tema della cittadinanza, rispetto al quale il confronto politico continua a mostrare divisioni e difficoltà di sintesi.