WASHINGTON - Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran mentre continuano gli sforzi per raggiungere un accordo di pace.

Il presidente americano ha scritto sui social media di aver bloccato un’operazione prevista per martedì, ma ha anche ordinato alle forze armate statunitensi di restare pronte a intervenire “in qualsiasi momento” se non verrà raggiunta un’intesa ritenuta accettabile.

Il messaggio viene diffuso dopo giorni di minacce sempre più pesanti verso Teheran. Nel fine settimana, Trump aveva avvertito che per l’Iran “il tempo sta scadendo” e che il Paese avrebbe dovuto muoversi rapidamente, altrimenti “non resterà nulla”. Da settimane il presidente sostiene che il cessate il fuoco raggiunto a metà aprile potrebbe crollare se la Repubblica islamica non accetterà un accordo.

Trump non ha fornito dettagli sull’attacco che, a suo dire, era in programma. Ha però parlato di un possibile assalto “pieno e su larga scala” contro l’Iran, da avviare con breve preavviso in caso di fallimento dei negoziati. Il presidente ha detto di aver deciso la sospensione su richiesta di alleati del Medio Oriente, citando i leader di Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.

La sua strategia resta segnata da ultimatum ripetuti e poi rinviati. Anche in questa occasione, la pressione militare viene usata come leva negoziale, mentre i contatti diplomatici continuano attraverso canali indiretti. Negli ultimi giorni Trump ha parlato della guerra con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente cinese Xi Jinping, segno che il dossier iraniano resta intrecciato con gli equilibri regionali e globali.

Ieri, un alto funzionario iraniano ha detto che gli Stati Uniti avrebbero ammorbidito la propria posizione su alcuni punti dopo aver ricevuto una nuova proposta di pace da Teheran. Il Pakistan, che ha ospitato l’unico round di colloqui il mese scorso e continua a trasmettere messaggi tra le parti, avrebbe consegnato la proposta a Washington.

Una fonte pakistana ha però descritto il negoziato come instabile, sostenendo che le parti continuano a cambiare i propri obiettivi. “Non abbiamo molto tempo”, ha detto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che le posizioni di Teheran sono state trasmesse agli americani attraverso il Pakistan, senza entrare nei dettagli.

Per ora, la guerra resta sospesa tra minaccia e diplomazia. Trump ferma l’attacco, ma non abbassa il tono. L’Iran tratta, ma non cede pubblicamente. Il cessate il fuoco sopravvive, ma appare sempre più precario.