C’è chi convive con un leggero fischio nelle orecchie da anni, chi sente spesso le orecchie ‘tappate’ dopo un raffreddore, chi soffre di fastidiosi pruriti o di improvvisi giramenti di testa. I disturbi dell’orecchio sono molto più diffusi di quanto si pensi e, nella maggior parte dei casi, non rappresentano problemi gravi. Eppure possono incidere parecchio sulla qualità della vita: disturbano il sonno, rendono difficile concentrarsi, aumentano irritabilità e stress. L’orecchio, del resto, è un organo delicato e sorprendentemente complesso. Non serve soltanto a sentire: contribuisce anche all’equilibrio, all’orientamento e persino alla percezione dello spazio attorno a noi. Basta quindi una piccola alterazione per avvertire sintomi molto fastidiosi.
Uno dei disturbi più comuni è il cosiddetto ‘fischio nelle orecchie’, noto in medicina come Tinnitus. Non sempre si presenta come un vero fischio: alcune persone descrivono un ronzio, un fruscio, un sibilo o un rumore elettrico percepibile soprattutto nel silenzio. Gli acufeni possono comparire occasionalmente, per esempio dopo un concerto molto rumoroso, oppure diventare persistenti. Stress, ansia, insonnia e stanchezza tendono ad amplificarli, creando un circolo vizioso: più ci si concentra sul rumore, più lo si percepisce. Le cause sono numerose. A volte il problema nasce da una semplice esposizione prolungata a rumori intensi; altre volte entrano in gioco l’invecchiamento dell’udito, la cervicale, disturbi della mandibola o perfino un accumulo di cerume. Negli ultimi anni gli specialisti osservano anche un aumento dei casi collegati all’uso continuo di auricolari e cuffie ad alto volume. Nella maggior parte delle situazioni l’acufene non è pericoloso, ma se compare all’improvviso, interessa un solo orecchio o si accompagna a perdita dell’udito, è bene fare una valutazione specialistica.
Quasi tutti, almeno una volta, hanno provato la sensazione di avere le orecchie ovattate, come durante un viaggio in aereo o dopo un’immersione in piscina. Spesso il responsabile è la tromba d’Eustachio, il piccolo canale che collega orecchio e gola e che serve a regolare la pressione interna. Quando siamo raffreddati o allergici, questo meccanismo può funzionare male. Il risultato è quella sensazione di chiusura accompagnata talvolta da piccoli crepitii o da un lieve calo dell’udito. Molti pensano subito al tappo di cerume, che effettivamente è una causa frequente. Il problema, però, è che spesso si cerca di risolverlo nel modo sbagliato: usando i cotton fioc. In realtà questi bastoncini tendono a spingere il cerume più in profondità, aumentando il rischio di ostruzione e irritazione. Il cerume, entro certi limiti, è utile: protegge il condotto uditivo da polvere e batteri. Diventa un problema solo quando si accumula eccessivamente.
Tra i disturbi più sottovalutati c’è il prurito alle orecchie. Molte persone lo considerano un dettaglio insignificante, ma può diventare davvero irritante, soprattutto se persistente. Nella maggior parte dei casi le cause sono semplici: pelle secca, dermatiti, allergie stagionali o utilizzo eccessivo di auricolari. Anche qui i cotton fioc giocano spesso un ruolo negativo, perché alterano il naturale equilibrio del condotto uditivo. A volte il prurito compare insieme a desquamazione o lieve arrossamento. Più raramente può dipendere da infezioni fungine o infiammazioni del canale uditivo. In ogni caso, infilare continuamente oggetti nell’orecchio peggiora quasi sempre la situazione.
Quando si parla di dolore all’orecchio si pensa subito ai bambini piccoli, ma anche gli adulti possono soffrire di frequenti episodi di Otitis o di altri disturbi infiammatori. Il dolore può essere acuto, pulsante oppure più sordo e persistente. Talvolta deriva direttamente dall’orecchio; altre volte è ‘riflesso’, cioè provocato da problemi vicini come infiammazioni della gola, denti del giudizio, sinusite o tensioni della mandibola. Negli ultimi anni si parla molto anche dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare: chi digrigna i denti o stringe la mascella durante il sonno può sviluppare dolori vicino all’orecchio, cefalea e perfino sensazione di pressione auricolare. Un altro fattore spesso trascurato è il nuoto. Piscine e mare possono favorire irritazioni del condotto uditivo, soprattutto se l’umidità resta intrappolata nell’orecchio.
L’orecchio interno è strettamente collegato al nostro senso dell’equilibrio. Ecco perché alcuni disturbi auricolari provocano vertigini, instabilità o la sensazione che ‘giri tutto’. Le vertigini possono avere molte cause e non sempre dipendono dall’orecchio, ma alcuni problemi del labirinto vestibolare sono piuttosto frequenti. In certi casi gli episodi durano pochi secondi e compaiono cambiando posizione della testa; in altri possono essere accompagnati da nausea e forte malessere. Anche stress, ansia e tensioni muscolari cervicali possono contribuire alla comparsa di instabilità e capogiri. Per questo spesso il confine tra disturbo fisico e componente emotiva è meno netto di quanto si immagini.
Gli specialisti osservano da tempo un cambiamento nelle abitudini quotidiane che influenza la salute dell’udito. Viviamo immersi nel rumore: traffico, locali, cuffie, podcast, video, telefonate continue. Le orecchie hanno sempre meno momenti di ‘riposo’. L’uso prolungato di auricolari a volume elevato può affaticare l’apparato uditivo anche nei giovani adulti. Non è necessario ascoltare musica assordante per creare problemi: conta anche la durata dell’esposizione. Per proteggere l’udito gli esperti consigliano pause regolari, volume moderato e attenzione agli ambienti molto rumorosi. Piccole abitudini che possono fare la differenza nel lungo periodo.
La maggior parte dei disturbi dell’orecchio è temporanea o facilmente risolvibile, ma alcuni segnali meritano attenzione. È consigliabile rivolgersi a uno specialista se compaiono: improvvisa perdita dell’udito; acufene persistente in un solo orecchio; dolore intenso o febbre; secrezioni dall’orecchio; vertigini frequenti; sintomi che durano per settimane. Spesso una visita otorinolaringoiatrica e un semplice esame dell’udito bastano per chiarire il problema.
Finché funziona bene, tendiamo a dimenticarci delle nostre orecchie. Ma basta un lieve ronzio notturno, una sensazione d’ovattamento o un piccolo dolore persistente per capire quanto siano importanti nella vita quotidiana. Molti disturbi auricolari non sono gravi, ma meritano comunque attenzione. Ignorarli, o cercare rimedi improvvisati, può peggiorare situazioni facilmente gestibili.