LONDRA - Keir Starmer non intende lasciare la guida del governo britannico né fissare un calendario per la propria uscita da Downing Street.

Il primo ministro ha respinto le pressioni interne al Labour Party mentre Andy Burnham, sindaco di Manchester, cerca una via per tornare in Parlamento e diventare un possibile sfidante alla leadership.

Parlando a Londra con i giornalisti, Starmer ha detto chiaramente di voler guidare il partito fino alle prossime elezioni. Interrogato sulla possibilità di annunciare una transizione qualora Burnham riuscisse a rientrare a Westminster, ha risposto: “Non lo farò”. Starmer ha riconosciuto che, dopo i risultati delle elezioni locali e dei voti nel Galles e in Scozia, il primo compito del governo è cambiare passo. Ma ha ribadito di non voler abbandonare l’incarico.

Le pressioni restano alte. Burnham spera di diventare il candidato Labour nella suppletiva di Makerfield, un passaggio che potrebbe riportarlo alla Camera dei Comuni e aprire la strada a una sfida diretta per la guida del partito. Per avviare una contestazione formale servirebbe il sostegno di 81 deputati Laburisti. Starmer ha detto che il partito non è ancora a quel punto, ma ha aggiunto di aver ripetuto più volte di non voler “andare via”.

Burnham, intanto, parla già come un candidato a un cambio di fase. In un discorso a un vertice sugli investimenti nel nord dell’Inghilterra, a Leeds, ha detto che l’offerta del partito agli elettori “semplicemente non è stata abbastanza buona”. Ha promesso che, se gli sarà permesso di candidarsi, un voto per lui sarà “un voto per cambiare il Labour”.

Il sindaco ha costruito il suo messaggio su tre assi: rendere la vita più accessibile, dare più forza ai territori e rilanciare l’industria. Ha parlato di una nuova strada per “rimettere insieme il Paese” e di una seria redistribuzione del potere. Secondo Burnham, il Regno Unito non può continuare con uno Stato centrale gonfio e governi locali privi di risorse adeguate.

La proposta punta alla “massima devoluzione”, con più poteri e fondi trasferiti alle aree locali. È un messaggio pensato per parlare al nord inglese e agli elettori che si sentono trascurati da Westminster.

Per Starmer, il problema non è solo personale. Se Burnham rientra in Parlamento, la critica interna al Labour potrebbe trovare un volto forte, radicato fuori dalla capitale e capace di presentarsi come alternativa credibile. Il primo ministro dice che il suo tempo non è finito. Ma la partita sulla leadership è ormai aperta.