SYDNEY - La Reserve Bank of Australia (RBA) avverte imprese e consumatori: il credere alla inevitabilità di una inflazione alta può finire per renderla più persistente.

Sarah Hunter, capo economista della RBA, ha usato il Bloomberg Forum di Sydney per spiegare il rischio di una “profezia che si autoavvera”, in cui aziende e famiglie incorporano nei prezzi, nei salari e nei contratti l’idea che i costi continueranno a salire.

Il contesto è già difficile. Il conflitto in Medio Oriente ha colpito i mercati di petrolio e gas, spingendo l’inflazione in Australia e in altre economie. Per molte imprese, cambiare i prezzi ogni volta che aumentano le spese è costoso e complicato. Per questo alcune cercano di anticipare i costi futuri già nei prezzi attuali. È proprio questo meccanismo che preoccupa la Banca centrale.

“Se imprese e famiglie si aspettano inflazione alta in futuro, queste aspettative possono diventare una profezia che si autoavvera”, ha detto Hunter. Una volta incorporate nei contratti per beni, servizi e salari, ha spiegato, riportare l’inflazione verso l’obiettivo diventa più difficile. In quel caso, la RBA potrebbe dover rallentare l’economia in modo più marcato, come avvenne durante la recessione dei primi anni Novanta.

La Banca centrale prevede che molte imprese trasferiranno i costi più alti sui consumatori. Alcune aziende del settore edilizio stanno già rivedendo i prezzi dei nuovi contratti. Per questo la RBA ha alzato le previsioni sull’inflazione di fondo: lo shock del petrolio dovrebbe aggiungere 0,4 punti percentuali nel trimestre di marzo 2027.

Lo scenario centrale resta però meno cupo. La RBA si aspetta una soluzione del conflitto in Medio Oriente e un allentamento delle pressioni interne sulla capacità produttiva. In quel caso, l’inflazione di fondo (trimmed mean) dovrebbe scendere e quella principale calare grazie alla riduzione dei prezzi di petrolio e viaggi. L’obiettivo è tornare verso il centro della fascia del 2-3 per cento entro l’inizio del 2028.

Nel frattempo, la Banca centrale ha già alzato il tasso ufficiale tre volte in tre mesi. I mercati monetari prevedono almeno un altro rialzo entro novembre, ma stimano sotto il 20 per cento la probabilità di una mossa già a giugno.

Hunter ha riconosciuto il peso sulle famiglie. I tassi d’interesse, ha detto, sono uno strumento “grezzo”, che colpisce persone diverse in modi diversi. Ma per la RBA la stella polare resta una: riportare l’inflazione sotto controllo.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha difeso il budget, sostenendo che le riforme su investitori e trusts riducono distorsioni nell’economia. La RBA sta ancora valutando la manovra varata dal governo e la inserirà nelle prossime previsioni.