MELBOURNE - L’Australia dispone di energia rinnovabile abbondante, minerali critici, un settore della ricerca di livello mondiale e legami diretti con la regione in più rapida crescita del pianeta. Ma secondo il Committee for Economic Development of Australia (CEDA), il Paese non sta trasformando questi vantaggi in prosperità economica.

Nel suo primo rapporto State of the Nation, pubblicato oggi, il centro studi sostiene che l’Australia rischia di perdere terreno se i governi non adotteranno riforme più ambiziose per rilanciare investimenti aziendali, innovazione e dinamismo economico.

“Abbiamo una mano forte - afferma il rapporto -. Tuttavia, il vantaggio nazionale non si trasforma automaticamente in prosperità: richiede scelte deliberate”.

La diagnosi è inequivocabile. La prestazione economica di lungo periodo dell’Australia si sta indebolendo su diversi fronti: crescita della produttività, investimenti aziendali e competitività restano deboli o arretrano, mentre accessibilità della casa e svantaggio sociale peggiorano.

“Il verdetto: l’Australia non si muove abbastanza rapidamente e, su troppi fronti, va alla deriva”, spicca nel documento.

CEDA riconosce progressi nella riduzione delle emissioni e nella diffusione delle rinnovabili, ma avverte che l’attuazione procede troppo lentamente. Anche l’adozione dell’intelligenza artificiale resta indietro rispetto a Paesi comparabili. Sfruttare queste due opportunità, secondo il centro studi, sarà essenziale per la prosperità economica e sociale di lungo periodo.

I segnali di debolezza sono concreti. In vent’anni, il tasso di nascita di nuove imprese è sceso dal 15,1% al 10,7%, mentre produttività e investimenti non minerari restano troppo bassi.

Il rapporto viene pubblicato alla vigilia della presentazione dei budget di due motori economici australiani, New South Wales e Queensland. Il bilancio del New South Wales dovrebbe restare in deficit dopo anni di disavanzi operativi. Il rallentamento del mercato immobiliare colpirà le entrate statali, con una riduzione stimata di 5 miliardi di dollari sul gettito dell’imposta di registro in quattro anni.

Nel Queensland, secondo l’e61 Institute, pesano spesa eccessiva, entrate instabili e costi infrastrutturali elevati. Il CEO Michael Brennan ha detto che il governo vuole mantenere i servizi, evitare aumenti fiscali e riportare il debito su livelli più sostenibili. “Raggiungere tutte queste cose si sta rivelando complicato”, ha osservato.

CEDA segnala anche tensioni crescenti nel patto sociale australiano. L’accessibilità della casa peggiora, povertà e domanda di servizi sanitari e di cura aumentano insieme all’invecchiamento della popolazione. Il valore mediano delle abitazioni è pari a 9,9 volte il reddito mediano, mentre il tasso di disponibilità degli affitti resta ben sotto livelli considerati sani.

La direttrice di CEDA, Melinda Cilento, ha detto che l’Australia ha ancora le condizioni per riuscire. Ma servono priorità chiare, confronto franco e volontà di agire.