LONDRA – Gli Stati Uniti hanno ritirato i bombardieri B-1 dalla base RAF Fairford nel Regno Unito dopo il presunto complotto iraniano emerso nei giorni scorsi, una scelta che la Casa Bianca ha definito dettata dalla massima cautela.
Il vicepresidente JD Vance ha spiegato che il trasferimento è stato deciso dal segretario alla Difesa per proteggere il personale americano, aggiungendo che Washington ritiene con una certa convinzione che Teheran continui a rappresentare una minaccia per obiettivi statunitensi.
I velivoli erano stati dispiegati a Fairford, una delle principali basi europee utilizzate dagli Stati Uniti per i bombardieri pesanti, ed erano stati impiegati di recente in missioni contro l’Iran.
La settimana scorsa cinque uomini con la cittadinanza britannica sulla ventina sono stati arrestati nei pressi della struttura con il sospetto di preparare atti terroristici. La base era stata indicata in passato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani come un possibile obiettivo legittimo.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha però cercato di separare le due questioni, sostenendo che non esista un legame diretto tra il presunto piano e il rapido rientro dei bombardieri negli Stati Uniti.
Secondo Rubio, il Pentagono rialloca costantemente uomini e mezzi in funzione delle esigenze operative.
Una fonte militare della NATO ha comunque affermato che l’Iran continua a essere ritenuto una minaccia concreta per gli asset statunitensi presenti nel Regno Unito.
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha indicato come probabile un sostegno iraniano al presunto complotto, mentre Teheran ha respinto ogni accusa definendola infondata.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha a sua volta contestato la ricostruzione britannica, sostenendo che il rilascio su cauzione dei sospettati dimostrerebbe l’assenza di elementi solidi.
Fairford si trova circa 145 chilometri a ovest di Londra ed è una delle poche basi europee adatte a ospitare bombardieri pesanti come i B-1.
Durante l’attuale conflitto, il Regno Unito aveva autorizzato l’uso della base soltanto per operazioni considerate difensive contro siti missilistici iraniani responsabili di attacchi a navi nello Stretto di Hormuz, negando invece il consenso per missioni offensive.
Un funzionario del Pentagono ha confermato che tutti i bombardieri dispiegati a Fairford sono rientrati nelle rispettive basi negli Stati Uniti.
Secondo analisti del Royal United Services Institute, la decisione potrebbe ridurre nel breve periodo la capacità americana di aumentare rapidamente il numero delle missioni contro l’Iran, anche se l’impiego di Fairford era già limitato dalle condizioni poste da Londra.
I cinque uomini arrestati il 27 settembre sono stati rilasciati su cauzione. Anche un sesto sospettato, cittadino con doppia nazionalità britannica e iraniana, fermato quattro giorni dopo, è stato successivamente rimesso in libertà su cauzione.