MELBOURNE – Si dice che una settimana in politica sia interminabile, e se per Jacinta Allan un paio di giorni sono diventati un’eternità, per Ben Carroll sono passati in un lampo.

Lunedì mattina l’allora premier ha ricevuto la visita di una delegazione di ministri e capicorrente che l’hanno informata che non godeva più della fiducia del gruppo parlamentare, invitandola a rassegnare le dimissioni. 

Allan ha rifiutato, mettendoli praticamente alla porta, annunciando che si sarebbe candidata, qualora, il giorno successivo, fosse stata sfidata per la leadership, ma il sonno, evidentemente, porta consiglio e martedì mattina alle 9.30 la rappresentante del seggio di Bendigo ha rassegnato le dimissioni, lasciando il campo libero per l’elezione di Ben Carroll, fino ad allora suo fedele vice. Proprio lui che, solo cinque settimane or sono le aveva assicurato, guardandola negli occhi, che non l’avrebbe sfidata.

La riunione del gruppo parlamentare è iniziata, a porte chiuse, pochi minuti dopo le dimissioni dell’ormai ex leader. L’elezione annunciata del rappresentante del seggio di Niddrie e della ministra dei Trasporti Gabrielle Williams, come vice, doveva essere una formalità ma così non è stato perché la ministra della Giustizia Sonya Kilkenny ha deciso di candidarsi contro Carroll.

In quella che deve essere stata una riunione estremamente drammatica e tesa, e assai caotica (i giornalisti che attendevano fuori dalla porta hanno sentito urla e grida e Jacinta Allan che invitava, inutilmente, i presenti alla calma), perché nel caso ci fosse più di un candidato per la leadership si sarebbe dovuto procedere a un ballottaggio degli iscritti al Partito laburista del Victoria e a una campagna elettorale di sei settimane.  In pratica un suicidio politico a pochi mesi dalle elezioni.

Sonya Kilkenny, pochi minuti prima di mezzogiorno - ora d’inizio della sessione parlamentare, che sarebbe stata presieduta da Gabrielle Williams, eletta vicepremier dal caucus, in qualità di premier ad interim -, ha ritirato la sua candidatura, permettendo che Carroll venisse votato leader all’unanimità.

La decisione di Kilkenny, in base ad indiscrezioni, di ritirare la candidatura è stata frutto di un accordo che le permetterà di rimanere procuratrice generale e responsabile della pianificazione urbana. Le diverse correnti hanno anche concordato di evitare rese dei conti interne: parlamentari di tutte le fazioni hanno infatti sottoscritto la candidatura di Carroll.

Il primo ministro Anthony Albanese, da Perth dove si trovava per annunciare lo studio preliminare per la costruzione di una nuova raffineria petrolifera nel Pilbara (articolo a pag. 10), aveva appena elogiato Jacinta Allan definendola “una persona di grande integrità”, rendendo omaggio alla premier uscente, e si è poi dovuto congratulare con il premier numero 50 del Victoria in un messaggio sui social media: “Premier, non vedo l’ora di lavorare insieme per offrire ai cittadini del Victoria scuole migliori, un sistema sanitario più efficiente e più abitazioni”.

Nella sua prima conferenza stampa da premier, Ben Carroll, rispondendo alla prima domanda dei giornalisti, ha spiegato le ragioni che hanno portato alla sostituzione di Jacinta Allan alla guida del governo: “La verità è che le circostanze sono cambiate”, ha dichiarato.
“Una delegazione di colleghi è venuta da me e mi ha chiesto di assumere la leadership”, ha aggiunto, mettendo in guardia contro il grande pericolo rappresentato da un futuro governo targato Coalizione e One Nation.

Carroll ha poi preso le distanze dai suoi predecessori: “Chiariamo subito che io non sono Daniel Andrews, io non sono Jacinta Allan, agirò diversamente dai miei predecessori”, ha detto, aggiungendo che il suo primo atto da premier sarà l’istituzione di una Commissione reale d’inchiesta sul settore costruzioni coinvolto nei progetti Big Build: “La mia intenzione è istituire la Commissione reale il prima possibile”, ha dichiarato.

Alla domanda se ciò sia realistico a soli quattro mesi dalle elezioni statali, Carroll ha risposto: “I termini di riferimento saranno estremamente ampi e approfonditi. Che si tratti delle principali aziende del settore, dei subappaltatori, delle imprese o dei sindacati, del governo, il mandato della Commissione sarà completo ed esaustivo”.

Il neo eletto premier, come aveva fatto Allan del resto, ha messo in guardia da un possibile governo formato da liberali e One Nation: “è il più grande pericolo per il Victoria”, ha detto Carroll.

Nell’Assemblea legislativa del Parlamento, la leader dell’opposizione, Jess Wilson, non ha perso tempo nell’intensificare gli attacchi contro il governo che ha definito allo sbando e disunito: “Sono divisi, sono disperati e sono disonesti. Queste persone non sono in grado di garantire un nuovo inizio al Victoria”.

Wilson, ad aggiungere caos alla già difficile mattinata di martedì a Spring Street, ha poi comunicato di aver ricevuto le dimissioni di Moira Deeming dal Partito liberale, che comunque rimarrà in Parlamento tra i non allineati. Deeming, che all’inizio di questo mese era stata esclusa come candidata del Partito liberale dal comitato esecutivo statale, dopo accuse che si sono rilevate infondate su una presunta aggressione da parte del collega Matthew Guy, rimarrà in Parlamento fino alle elezioni sedendo nei banchi dei non allineati.

Il professore emerito di Politica della Monash University, Paul Strangio, ha commentato gli eventi di martedì sottolineando che sarebbe stata “una conclusione molto ingloriosa” per Jacinta Allan, dopo “carriera pubblica in gran parte fortunata e positiva”, se non avesse deciso di farsi da parte.

“È difficile non arrivare alla conclusione che, nel caso di Allan, il suo grande errore di valutazione sia stato legato al tentativo di andare avanti nonostante le crescenti richieste di un’inchiesta sui problemi di corruzione del progetto Big Build, che dal 2024 è stata una zavorra sempre più pesante per il suo mandato da premier, e proprio quell’errore di valutazione si è rivelato determinante per la sua caduta politica”, ha dichiarato il professore.

“Il punto è che gli elettori del Victoria stanno ancora valutando se possano affidare il governo alla Coalizione, considerati i suoi stessi profondi problemi interni nel passato recente - ha affermato Strangio -. Questo ci porta a elezioni caratterizzate da un significativo elemento di imprevedibilità”.

Ne vedremo delle belle da qui a novembre.
                                                                                                                                                                                                     RS