WASHINGTON - Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato che il blocco navale nello Stretto di Hormuz rimarrà in vigore “per tutto il tempo necessario”. In una conferenza stampa al Pentagono, Hegseth ha chiarito che l’operazione mira a isolare totalmente l’Iran, avvertendo che Washington è pronta a colpire le infrastrutture nucleari e riprendere i bombardamenti su larga scala se Teheran non accetterà un accordo di pace definitivo.
Il blocco, giunto al suo quarto giorno, viene descritto dai vertici militari come impenetrabile. Il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore congiunto, ha ribadito la portata globale dell’operazione, precisando che il blocco si applica a tutte le navi mercantili che si dirigano verso i porti iraniani o ne escano, indipendentemente dalla bandiera battuta.
Caine ha avvertito che le navi intenzionate a forzare il cordone verranno intercettate e che verrà utilizzata la forza in caso di mancata obbedienza agli ordini. Secondo i dati del CENTCOM, i risultati sono stati immediati: nelle prime 48 ore nessuna nave è riuscita a violare il blocco e almeno 13 imbarcazioni hanno già invertito la rotta per evitare il confronto diretto con le pattuglie Usa nel Golfo di Oman.
Hegseth ha rivolto un messaggio diretto al regime iraniano, descrivendo la scelta che Teheran ha davanti come un bivio tra la prosperità e la distruzione. “L’Iran può scegliere un futuro prospero, un ‘ponte d’oro’ per il suo popolo”, ha dichiarato, “ma se sceglierà male, dovrà affrontare il blocco e le bombe che cadranno su infrastrutture, rete elettrica ed energia”.
Il capo del Pentagono ha inoltre sottolineato lo squilibrio delle forze in campo: “Questa non è una lotta alla pari. Sappiamo quali asset militari state muovendo e dove li state spostando”. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, stanno operando con una frazione minima delle forze totali disponibili, mantenendo comunque una “posizione ottimale” per riprendere le operazioni di combattimento in qualsiasi momento.
Il generale Caine ha confermato che l’obiettivo strategico è azzerare le esportazioni di petrolio iraniano e interrompere ogni attività marittima del Paese. Sebbene finora non siano stati effettuati abbordaggi, il blocco ha di fatto paralizzato il commercio marittimo di Teheran. La minaccia di scalata è esplicita: il Pentagono è pronto a colpire le installazioni nucleari anche solo per “riaprire le rotte di navigazione” se queste venissero minacciate da ritorsioni iraniane.