CANBERRA – Il mercato del lavoro australiano resiste alle prime onde d’urto della guerra con l’Iran, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,3% a marzo.
Un dato che, almeno per ora, allontana i timori immediati di un rapido deterioramento dell’economia, nonostante le tensioni globali.
Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), nel mese sono stati creati 17.900 posti di lavoro. Una crescita inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano circa 20mila nuove posizioni, ma comunque sufficiente a mantenere stabile il livello di disoccupazione.
A trainare l’occupazione è stato il lavoro a tempo pieno, aumentato di 53mila unità, mentre i posti part-time sono diminuiti di 35mila. Un riequilibrio che suggerisce una maggiore solidità della domanda di lavoro, almeno nei settori più strutturati.
Allo stesso tempo, il tasso di partecipazione è sceso leggermente al 66,8%, in calo di 0,1 punti percentuali. Un elemento che ha contribuito a mantenere stabile il tasso di disoccupazione, riducendo la pressione sul mercato del lavoro.
I dati vengono pubblicati dopo un aumento inatteso della disoccupazione registrato a febbraio, quando il tasso era salito dal 4,1 al 4,3% per effetto di dinamiche temporanee legate all’ingresso nel mondo del lavoro.
Gli economisti invitano alla cautela. Ryan Wells, di Westpac, ha sottolineato che è ancora troppo presto per osservare gli effetti reali della guerra o dei recenti aumenti dei tassi di interesse. Secondo le sue previsioni, il rallentamento della domanda di lavoro potrebbe emergere nei prossimi mesi, portando la disoccupazione fino al 5% entro l’inizio del 2027.
Sul fronte internazionale, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe sfociare in una recessione globale se non verrà risolto rapidamente. Tuttavia, l’Australia dovrebbe mantenere una crescita relativamente più solida rispetto ad altre economie avanzate.
Un altro elemento positivo arriva dai conti pubblici. Sempre secondo il FMI, il saldo di bilancio australiano è tra i più solidi del G20, con un livello di debito contenuto rispetto al PIL.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers, al momento a Washington per gli incontri con il FMI e la Banca Mondiale, ha definito i dati incoraggianti, pur riconoscendo i rischi. “Non siamo immuni dalla volatilità globale, ma siamo in una posizione migliore per affrontarla”, ha dichiarato.
Il quadro resta quindi in equilibrio precario: il mercato del lavoro tiene, ma le incognite legate al contesto internazionale restano elevate.