CANBERRA – L’Australia incrementerà la spesa per la difesa di 53 miliardi di dollari nel prossimo decennio, in risposta a un contesto internazionale definito “sempre più complesso e minaccioso”.

La misura, che include un aumento di 14 miliardi nei prossimi quattro anni, sarà formalizzata con la pubblicazione della National Defence Strategy 2026.

Il documento, atteso a breve, delinea le priorità strategiche e le capacità necessarie per affrontare le sfide emergenti, dal confronto tra Stati Uniti e Cina alle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Secondo il ministro della Difesa Richard Marles, le dinamiche già individuate nella precedente strategia del 2024 si sono ulteriormente aggravate.

“L’Australia affronta le circostanze strategiche più difficili dalla fine della Seconda guerra mondiale”, si legge in un estratto del suo intervento. “Le norme internazionali che limitavano l’uso della forza continuano a indebolirsi e i conflitti si stanno moltiplicando in tutte le regioni”.

L’aumento degli stanziamenti porterà la spesa militare a circa il 3% del PIL entro il 2033, utilizzando i criteri NATO che includono anche voci indirette come pensioni militari e programmi collegati alla difesa. Tradizionalmente, la spesa australiana si è attestata intorno al 2% del PIL.

Una parte rilevante dei nuovi fondi sarà destinata a progetti già annunciati, come l’ammodernamento dei cantieri navali di Henderson, nel Western Australia, con un investimento da 12 miliardi. L’impianto avrà un ruolo chiave nel programma AUKUS per i sommergibili a propulsione nucleare e nella costruzione di nuove fregate.

Ulteriori risorse, tra 2 e 5 miliardi, saranno indirizzate allo sviluppo di droni e sistemi autonomi, tecnologie diventate centrali nei conflitti recenti. La strategia prevede anche una crescente apertura a capitali privati e forme alternative di finanziamento, tra cui partecipazioni in aziende e partnership pubblico-private.

Gran parte della spesa aggiuntiva si concentrerà nella seconda metà del decennio, con picchi previsti oltre il 2033. Non tutte le cifre saranno immediatamente visibili nel bilancio federale, anche perché il governo intende finanziare parte degli investimenti attraverso la vendita di asset immobiliari della difesa.

Restano però interrogativi sulle cosiddette “riprioritizzazioni”: alcuni programmi potrebbero essere ridimensionati o rinviati per liberare risorse. Una scelta che rischia di alimentare tensioni politiche, con l’opposizione che contesta l’idea di tagliare capacità in un settore per rafforzarne un altro.

Per il governo, tuttavia, la direzione è obbligata: rafforzare rapidamente le capacità militari in un mondo che, secondo Canberra, sta diventando più instabile e competitivo.