GEELONG – L’incendio scoppiato nella notte alla raffineria Viva Energy di Corio, uno dei due impianti ancora attivi in Australia, è stato riportato sotto controllo dopo oltre 13 ore di lavoro dei vigili del fuoco, mentre le autorità indicano un guasto tecnico come causa dell’incidente.
Le fiamme, divampate intorno alle 23.05 nella sezione MOGAS dedicata alla produzione di benzina, sono state contenute alle 12.05 di oggi. Secondo Fire Rescue Victoria (FRV), l’origine sarebbe riconducibile a una perdita di idrocarburi che ha innescato un incendio rapido accompagnato da diverse esplosioni.
“L’incendio sembra essere stato causato da un malfunzionamento delle apparecchiature e sarà oggetto di un’indagine approfondita”, hanno fatto sapere i soccorritori. Sul posto sono intervenuti circa 50 pompieri, appoggiati da unità specializzate in materiali pericolosi.
Non si registrano feriti tra gli operai, ma l’episodio ha riacceso le preoccupazioni sulla tenuta del sistema energetico nazionale, già sotto pressione per la crisi globale dei carburanti legata alle tensioni in Medio Oriente.
L’impianto di Geelong produce fino a 120mila barili al giorno e copre circa il 50 per cento del fabbisogno di carburante del Victoria e il 10 per cento a livello nazionale. Insieme alla raffineria Ampol di Lytton, a Brisbane, rappresenta una delle ultime infrastrutture di raffinazione rimaste nel Paese dopo la chiusura di diversi impianti negli ultimi vent’anni.
Viva Energy ha confermato che la produzione continuerà, ma a livelli ridotti. L’amministratore delegato Scott Wyatt ha parlato di operatività “al minimo”, almeno nel breve periodo, mentre si valuta come mantenere attivo il sito senza poter disporre delle unità danneggiate.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha indicato che le ripercussioni riguarderanno soprattutto la produzione di benzina, mentre gasolio e carburante per aviazione continueranno a essere prodotti, seppur a ritmi inferiori per ragioni di sicurezza.
WorkSafe Victoria ha avviato un’indagine che potrebbe durare oltre un anno, una volta che l’area sarà completamente messa in sicurezza. L’ente ha sottolineato che la priorità resta garantire condizioni di lavoro sicure e senza rischi per personale e comunità.
Nel frattempo, le autorità hanno escluso contaminazioni ambientali rilevanti e revocato gli avvisi di allerta per i residenti nelle aree circostanti.
L’incidente evidenzia ancora una volta la fragilità della filiera energetica australiana, fortemente dipendente dalle importazioni, che coprono circa il 90 per cento del fabbisogno di carburanti liquidi.