CANBERRA – Andrew Bragg è stato richiamato dal leader dell’opposizione Angus Taylor dopo un intervento al National Press Club nel quale il senatore Liberale ha avanzato proposte su immigrazione, NDIS e fiscalità multinazionale al di fuori del proprio portafoglio.
Bragg, portavoce per l’Edilizia abitativa, ha sostenuto che la Coalizione dovrebbe ridurre l’immigrazione netta annua a 180mila persone. Le previsioni del Dipartimento del Tesoro contenute nella manovra economica di maggio indicano invece un calo della net overseas migration da 301mila a 225mila entro la fine del decennio.
Una riduzione fino a 180mila implicherebbe tagli rilevanti agli studenti internazionali e ai visti vacanza/lavoro, ipotesi subito respinta dal leader dei Nazionali Matt Canavan, che ha richiamato la dipendenza del settore agricolo dalla manodopera immigrata.
Taylor ha detto di avere parlato con Bragg dopo il discorso e ha chiarito che quelle indicazioni non costituiscono la linea politica ufficiale del Partito Liberale.
“Andrew ha espresso alcune sue opinioni personali - ha dichiarato -. Gli ho chiarito che il suo compito è esprimere le posizioni della Coalizione e del gruppo dirigente di cui fa parte quando parla di immigrazione.”
Nel suo intervento Bragg ha inoltre rivolto critiche severe al proprio partito, sostenendo che i Liberali abbiano contribuito alla debolezza economica del Paese e al declino del sistema bipartitico per non avere elaborato sufficienti alternative e per avere evitato rischi politici negli ultimi vent’anni.
Il senatore è intervenuto anche sul National Disability Insurance Scheme (NDIS) e sulla tassazione delle multinazionali, prima di tornare sul tema della Casa.
Il fulcro del discorso era un rapporto del Senato da lui presieduto, che propone di ridurre il National Construction Code da oltre 2mila pagine a un documento di circa 90 pagine contenente standard essenziali, con l’obiettivo di accelerare e rendere meno costosa la costruzione di nuove abitazioni.
Bragg ha attaccato anche alcuni requisiti di efficienza energetica, sostenendo che sia preferibile avere case più fredde piuttosto che lasciare persone senza un tetto a causa della carenza di abitazioni.
Maiy Azize, portavoce di Everybody’s Home, ha respinto questa impostazione, affermando che accessibilità ed efficienza energetica non sono lussi e che costruire abitazioni di qualità inferiore non risolve il problema dell’accessibilità economica.
Anche altri esponenti della Coalizione hanno evitato di appoggiare pubblicamente la proposta di Bragg sull’immigrazione.