BRASILIA - Flávio Bolsonaro, sconfitto domenica al ballottaggio presidenziale da Luiz Inácio Lula da Silva, ha lasciato il Brasile insieme alla sua famiglia. Il figlio dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro ha attraversato la frontiera terrestre con l’Argentina prima di imbarcarsi su un volo privato diretto in Ecuador e giungere infine negli Stati Uniti.  

Le sue mosse hanno generato una giornata di ricostruzioni e notizie discordanti, concretizzandosi mentre sul senatore gravava un divieto giudiziario di espatrio e la minaccia di un imminente arresto nel suo Paese.    

L’arrivo di Flávio Bolsonaro sul territorio statunitense è stato confermato da Cnn e Washington Post, che hanno citato fonti vicine alla vicenda senza tuttavia precisare la località esatta dello sbarco. Nel frattempo, due funzionari statunitensi e un comunicato del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno confermato il rilascio dei visti d’ingresso per il candidato sconfitto, la moglie e le due figlie. 

Per l’intera giornata si sono susseguite speculazioni su dove si trovasse il senatore. Dopo una prima smentita iniziale da parte delle autorità argentine, la conferma del transito è giunta attraverso una nota inviata su X dalla Direzione nazionale delle migrazioni dell’Argentina.    

Secondo i dati ufficiali, Flávio Nantes Bolsonaro, la moglie Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro e le due figlie Carolina e Luiza sono entrati in territorio argentino martedì sera alle 22:50. Le autorità di Buenos Aires hanno precisato che la comitiva si è presentata “con documenti di viaggio validi e senza alcun impedimento legale”.    

Poco dopo il loro arrivo, alle 23:30, la famiglia si è imbarcata a bordo di un volo privato operato dalla compagnia Baires Fly S.A. con destinazione dichiarata Guayaquil, in Ecuador. L’aereo ha effettuato un breve scalo tecnico in territorio ecuadoriano per il rifornimento di carburante prima di decollare verso la destinazione finale negli Stati Uniti, lungo una rotta studiata per evitare di sorvolare lo spazio aereo brasiliano.   

Sulla partenza e sulla successiva accoglienza del senatore brasiliano sul suolo Usa ha pesato il diretto intervento di Washington. Un consigliere di Donald Trump ha rivelato alla Cnn che il presidente statunitense in persona ha approvato l’ingresso di Flávio Bolsonaro negli Stati Uniti a seguito della sconfitta elettorale. 

I funzionari dell’amministrazione Trump erano a conoscenza fin da lunedì che il senatore disponeva di circa 24 ore per consegnare i passaporti alle autorità brasiliane. In tale finestra temporale, la Casa Bianca ha chiarito al candidato della destra brasiliana che gli sarebbe stato consentito di rifugiarsi negli Stati Uniti. Una fonte brasiliana vicina al politico ha confermato che la decisione di lasciare il Paese è nata dal concreto timore di finire arrestato.    

Parlando con i giornalisti durante la notte, lo stesso Trump ha confermato la propria disponibilità ad accogliere Bolsonaro: “Beh, io approverei. Penso che siano brava gente. L’elezione è stata molto strana e ho pensato che sia stata terribile”. In precedenza, Trump aveva sostenuto senza fornire prove che la vittoria di Lula fosse stata “truccata”. Resta invece da chiarire se tra Trump e Flávio Bolsonaro vi sia stato un colloquio telefonico diretto prima della partenza. 

La partenza di Flávio Bolsonaro si è consumata in aperta violazione dei provvedimenti cautelari disposti dal giudice Alexandre de Moraes, del Supremo Tribunale Federale brasiliano, che gli aveva vietato di lasciare il Paese e ordinato la consegna dei passaporti nell’ambito delle indagini a suo carico per presunti reati di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta. Poiché il senatore non si è presentato entro il termine stabilito per consegnare i documenti, la Polizia Federale brasiliana ha disposto l’annullamento dei suoi passaporti e avviato un’indagine per ricostruire le modalità con cui l’esponente politico è riuscito a varcare la frontiera eludendo i controlli. 

Flávio Bolsonaro non ha ancora riconosciuto il risultato del ballottaggio di domenica, in cui il presidente uscente Lula è riuscito a prevalere a sorpresa recuperando un margine di 4,4 milioni di voti nel secondo turno. Scegliendo di rifugiarsi negli Stati Uniti, Flávio si unisce alla folta comunità di conservatori brasiliani in esilio nel Paese, tra cui figurano suo fratello Eduardo, l’ex capo dei servizi segreti Alexandre Ramagem e il podcaster Paulo Figueiredo. 

Poco prima del voto, lo stesso Eduardo aveva suggerito al fratello di lasciare il Brasile in caso di sconfitta, pur avendo poi definito una “bugia”, nella giornata di martedì, le voci sulla sua fuga. 

Il viaggio di Flávio ripercorre in modo speculare le tappe compiute da suo padre Jair Bolsonaro dopo la sconfitta elettorale del 2022, quando l’ex presidente si trasferì a Orlando, in Florida, per tre mesi. Durante quel periodo, centinaia di sostenitori presero d’assalto le sedi delle istituzioni a Brasilia, episodio che ha portato ai successivi procedimenti giudiziari e alla condanna di Jair Bolsonaro a 27 anni di carcere.