SAN SALVADOR – Il governo di Nayib Bukele alza ancora il livello dello scontro contro la criminalità e introduce una delle misure più controverse degli ultimi anni: la possibilità di condannare all’ergastolo anche i minori, a partire dai 12 anni, per reati gravi.

La riforma, approvata dall’Assemblea legislativa dominata dal partito del presidente, modifica in profondità il sistema di giustizia minorile del Paese. D’ora in avanti, adolescenti tra i 12 e i 18 anni potranno potranno essere condannati al carcere a vita per reati come omicidio, terrorismo, violenza sessuale o appartenenza a bande criminali.

Si tratta di un cambiamento netto rispetto al passato, quando le pene per i minori avevano limiti molto più contenuti, generalmente tra i 10 e i 20 anni nei casi più gravi. La nuova normativa, invece, avvicina in alcuni casi il trattamento dei minori a quello degli adulti, segnando una svolta nel modello penale salvadoregno.

Secondo il governo, la misura è necessaria per contrastare il crescente coinvolgimento dei giovanissimi nelle gang, un fenomeno radicato da anni e considerato una delle principali cause della violenza nel Paese. 

La riforma si inserisce infatti nella più ampia strategia di sicurezza avviata da Bukele nel 2022 con lo stato d’emergenza, che ha consentito arresti di massa e un rafforzamento dei poteri delle forze dell’ordine. I dati ufficiali indicano un forte calo degli omicidi, elemento che ha consolidato il consenso interno al presidente. 

Tuttavia, la linea dura è stata accompagnata da crescenti critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani, che denunciano arresti arbitrari, limitazioni delle garanzie legali e condizioni carcerarie problematiche.

La nuova legge ha riacceso il dibattito a livello internazionale. Diverse organizzazioni sottolineano che l’introduzione dell’ergastolo per minori contrasta con gli standard internazionali, che prevedono pene proporzionate e orientate al reinserimento sociale. 

Sorgono preoccupazioni anche per il rischio di errori giudiziari in un sistema già sotto pressione per il numero elevato di detenzioni.