ROMA - Il Frosinone fa festa e torna in Serie A. Arrivano i verdetti con la 38ª e ultima giornata di Serie B: dopo due anni nel torneo cadetto la squadra ciociara centra la qualificazione diretta al massimo campionato battendo il Mantova 5-0 (gol nel primo tempo di Calò su rigore e autorete di Castellini, nella ripresa Ghedjemis, Raimondo e Koutsoupias).
Il Frosinone si unisce così al Venezia già promosso una settimana fa: i lagunari battono 2-0 il Palermo e chiudono al primo posto in classifica con 82 punti. Dovrà passare invece dai playoff il Monza, che pareggia 2-2 con l’Empoli (salvo come l’Entella). Si giocheranno la promozione agli spareggi anche Palermo, Catanzaro, Modena, Juve Stabia e Avellino. Retrocedono in Serie C la Reggiana (inutile la vittoria per 1-0 sulla Sampdoria), il Pescara e lo Spezia (le due squadre si sono affrontate nell’ultimo turno e pareggiato 1-1). Successo del Bari a Catanzaro per 3-2 con i pugliesi che conquistano il playout e possono quindi ancora sperare nella salvezza. Se la vedranno con il Sudtirol, sfida che decreterà l’ultima squadra retrocessa in Serie C.
Il Pescara pareggia 1-1 con lo Spezia e retrocede in serie C: fumogeni, contestazione e petardi lanciati al 91’ all’esterno dello stadio. Nella parte finale del match all’Adriatico, cori della curva nord contro il presidente del club abruzzese, Daniele Sebastiani, e fischi per Lorenzo Insigne, ‘reo’, secondo la tifoseria, di non aver tirato un rigore decisivo la scorsa settimana nella gara salvezza contro il Padova. La gara finisce con la contestazione verso la squadra, il tecnico e la società. A 11 mesi esatti dalla memorabile finale con la Ternana che regalò la promozione in B al Pescara di Baldini, i biancazzurri salutano la seria cadetta. Il miracolo che i 12.000 dell’Adriatico aspettavano non c’è stato. Al 91’ del match con lo Spezia è arrivata una retrocessione dolorosa, figlia di errori commessi soprattutto in estate e che il mercato di riparazione, con il ritorno di Insigne dopo 14 anni, non è riuscito a risolvere: resta la ferita di Padova con il rigore della discordia poi tirato da Russo, e parato dall’ex Sorrentino, e le tante domande sul perché dell’accaduto