ROMA – In pieno controesodo estivo le notizie per gli italiani non sono certo buone, almeno dal punto di vista del costo dei carburanti.
Un fatto confermato da fonti del governo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy a rendere noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data domenica 23 agosto 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,010 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,087€/l per la benzina e 2,203 €/l per il gasolio.
Numeri che hanno spinto il titolare del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), Giancarlo Giorgetti, a firmare il decreto ministeriale che attiva il meccanismo delle accise mobili finanziato con l’extragettito Iva.
Prorogato, quindi, fino a mercoledì prossimo 26 agosto lo sconto di 17 centesimi sul gasolio.
Il provvedimento, si legge nella nota del Mef, “al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto rispetto all’ultima previsione, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale” fissa “per il periodo dal 25 agosto 2026 al 26 agosto 2026, l’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio, usato come carburante” nella misura di 532,90 euro per mille litri che corrsponde ad uno sconto di 17 centesimi al litro. L’onere complessivo dell’intervento è di 20,8 milioni di euro.
Oltre l’intervento annunciato, Il governo prova a far sentire la propria voce anche a Bruxelles, rilanciando la tassa europea sugli extra-profitti - circoscritta alle compagnie petrolifere - e imbarcando anche Varsavia nel fronte già aperto ad aprile. Con Berlino, Vienna, Madrid, Lisbona e Varsavia, Roma propone di ripartire dalla tassa del 2022, ma con maglie più strette: dentro anche gli utili incassati all’estero dalle multinazionali e regole comuni per non creare squilibri nel mercato unico. Il fronte dei sei chiede inoltre a Palazzo Berlaymont di rendere noti “al più presto”i risultati dell’indagine sulle raffinerie, per verificare che le compagnie “non stiano approfittando della crisi energetica” e arrivare così con più dati sul tavolo dell’Ecofin informale del 18-19 settembre. Sempre che il dossier riesca a farsi strada: per un’intesa sulla tassa resta lo scoglio dell’unanimità.
La partita, che non è solo politica, ma di un sostanziale supporto a cittadini e imprese, si gioca però dopo il 26 agosto. Dal Tesoro fanno sapere di avere fatto uno sforzo che nessun altro Paese in Europa ha sostenuto e il tema resta sempre quello delle coperture, con un Consiglio dei Ministri previsto per il 3 settembre dove, evidentemente, si dovranno trovare margini di manovra per eventuali ulteriori interventi.
La pressione sul governo arriva da molti fronti, a partire dal mondo dell’impresa, con Stefano Ruvolo, presidente Confimprenditori, che lancia un vero e proprio grido di allarme: “Il gasolio a 2,20 euro al litro in autostrada sta costringendo molte imprese a fermare la produzione. Costi di esercizio insostenibili, margini azzerati, prospettive quasi nulle: in particolare pesca e autotrasporti, dove ogni chilometro percorso costa sempre di più, rischiano il collasso. Servono provvedimenti immediati e concreti per evitare che due comparti strategici per l’economia italiana vengano messi definitivamente in ginocchio. Confimprenditori ripropone la richiesta di un tavolo tecnico per individuare soluzioni strutturali: piccoli tagli e accise mobili non risolvono”.
Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, chiede interventi strutturali e, in un commento anticipato dal Corriere della Sera, sottolinea come siamo “alla seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra profitti delle societa energetiche” e lancia una proposta “Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale”. “Le misure tampone non bastano più – sottolinea la segretaria Dem -. È necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili e mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell’energia. Una tassa sugli extra profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi”.
Molto critico anche il Codacons, che commenta la proroga firmata da Giorgetti giudicandola “una colossale presa in giro degli italiani, nonostante infatti i prezzi record raggiunti dalla benzina, il governo ha deciso di non adottare alcun provvedimento in favore dei 17 milioni di automobilisti proprietari di auto alimentate a verde e che quindi andranno incontro ad una maxi stangata in occasione del contro esodo estivo. La proroga dello sconto solo sul gasolio e solo per la durata di appena due giorni è un provvedimento del tutto inadeguato, insufficiente e vergognoso che dimostra come l'esecutivo non abbia minimamente capito che i listini record dei carburanti rappresentano una emergenza nazionale che sta impoverendo giorno dopo giorno le tasche di milioni di famiglie -prosegue l’associazione -. La misura varata servirà a poco e nulla e ancora una volta gli italiani pagheranno un conto salatissimo che avrà effetti sui bilanci e sui consumi delle famiglie".