SYDNEY - Qantas riduce i voli domestici e sposta capacità sull’internazionale per far fronte all’impennata dei costi del carburante, che potrebbe pesare fino a 800 milioni di dollari sui conti del gruppo.
La decisione viene presa mentre il prezzo del carburante per l’aviazione è più che raddoppiato dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con effetti a catena su tutto il settore aereo.
La compagnia prevede ora una spesa fino a 3,3 miliardi di dollari per il carburante nella prima metà dell’anno finanziario, rispetto ai 2,5 miliardi stimati in precedenza. Un aumento che costringe a interventi immediati sulla rete.
Nel trimestre di giugno, la capacità domestica sarà ridotta di circa cinque punti percentuali. I tagli riguarderanno soprattutto le rotte tra le principali capitali, dove Qantas opera con alta frequenza e velivoli di maggiore capacità. L’obiettivo è limitare l’impatto sui passeggeri, concentrando le cancellazioni nelle fasce orarie meno richieste.
I clienti interessati dalle modifiche stanno già ricevendo comunicazioni con opzioni alternative o rimborsi. Nella maggior parte dei casi, verranno riprotetti su voli nello stesso giorno.
Parallelamente, il gruppo – che include anche la controllata low cost Jetstar – sta aumentando i collegamenti internazionali. In particolare, Qantas registra una domanda in crescita verso l’Europa e ha deciso di rafforzare le rotte verso Parigi e Roma, riallocando capacità sia dal mercato statunitense sia dalla rete interna.
Nonostante non operi direttamente in Medio Oriente, la compagnia risente delle tensioni globali sulle forniture. I costi di raffinazione, in particolare, sono saliti rapidamente: da circa 20 dollari al barile a febbraio fino a picchi di 120 dollari, incidendo in modo diretto sul prezzo del carburante per l’aviazione.
Qantas ha coperto circa il 90% della propria esposizione al prezzo del petrolio greggio, ma rimane priva risposte di fronte alla volatilità della fase di raffinazione, un elemento che le compagnie aeree non riescono a controllare completamente.
Nel frattempo, il gruppo ha congelato alcune decisioni finanziarie, tra cui un piano di riacquisto di azioni da 150 milioni di dollari e parte degli investimenti previsti. Anche il titolo in borsa ha risentito della situazione, con un calo superiore all’1% nelle prime contrattazioni.
Il contesto resta incerto. Qantas continua a tenere sotto osservazione l’evoluzione dei mercati energetici e non esclude ulteriori interventi, mentre l’intero settore si adatta a una fase di forte instabilità nei costi operativi.