Un debutto come attore cinematografico, per un’impresa che farebbe tremare chiunque: interpretare Michael Jackson in un biopic. È la sfida che ha accettato il nipote del re del pop, Jaafar Jackson, figlio di Jermaine, classe 1996, come protagonista di Michael, film biografico da 155 milioni di dollari, firmato da Antoine Fuqua, dal 23 aprile nelle sale australiane. Nel cast fra gli altri, anche Colman Domingo nel ruolo del padre di Michael, Joe; Kat Graham nei panni di Diana Ross; Nia Long in quelli della madre della popstar, Katherine; Kendrick Sampson nella parte di Quincy Jones, Miles Teller in quella dell’avvocato John Branca e Juliano Krue Valdi per Michael da bambino. Il racconto, che stando a quanto già annunciato, si ferma cronologicamente al momento di maggiore successo del divo di Bad, potrebbe espandersi, nel caso di un grande successo al botteghino, con dei sequel.

A coprodurre ci sono Graham King (Bohemian Rhapsody) insieme a John Branca e John McClain, della Michael Jackson Estate, che gestisce diritti, beni e patrimonio della popstar morta nel 2009 a 50 anni. Attorno al progetto si è creato fin dall’inizio un forte livello d’attesa, non solo per la portata della figura raccontata, ma anche per la scelta di affidare il ruolo principale a un membro della famiglia Jackson, elemento che aggiunge inevitabilmente un peso emotivo e simbolico alla produzione. La somiglianza fisica e la familiarità con l’eredità artistica del cantante sono state indicate dalla produzione come elementi decisivi nella scelta del protagonista, chiamato però a dimostrare sul campo anche una reale capacità attoriale. “Ricordo la prima telefonata con King - ha raccontato Jaafar Jackson - quando mi ha parlato del progetto. Non avevo mai recitato prima, non avevo mai voluto farlo, quindi ero molto in dubbio perché non ero sicuro di esserne davvero capace”.